Palazzine da sgomberare: il perito del tribunale conferma l’inagibilità in via Costanza

I risultati sono coerenti con i test già fatti nel 2021 e le due palazzine del condominio Nait di via Costanza a Sulmona, anche per il perito del tribunale di Sulmona, “non soddisfano i requisiti minimi di sicurezza” sia per il sovraccarico verticale, sia nei confronti di azioni gravitazionali. Inagibili, insomma. “Pertanto, anche a parere dello scrivente – si legge nella relazione consegnata ieri – non ci sono dubbi sull’inadeguatezza del fabbricato alla classe d’uso di progetto”. E ancora: “E’ necessario procedere nel più breve tempo possibile a porre in essere interventi volti alla messa in sicurezza del fabbricato – scrive il perito del tribunale che specifica anche come – tramite demolizione e ricostruzione il risultato finale sarebbe indubbiamente migliore sotto tutti i punti di vista”. L’alternativa sarebbe un intervento altamente invasivo e ugualmente dispendioso.

La scelta di come procedere spetta comunque ai condomini, che da mesi sono in lite per questo, ma una cosa è certa: in quelle due palazzine, dove vivono una quarantina di famiglie, non ci si può più stare senza intervenire. E d’altronde, anche il Comune aveva diffidato il condominio, minacciando di chiudere via Costanza.

I carotaggi aggiuntivi fatti sugli immobili hanno confermato, specie nei piani più alti, “valori di resistenza cilindrica molto bassi – si legge nella relazione -. Siamo nell’ordine della metà di quello che avrebbe dovuto avere un calcestruzzo di quel tipo”.

Ora, però, il problema sono anche e soprattutto i tempi: la stima, che sembra ottimistica di questi tempi, è che per demolire e ricostruire ci vorranno almeno diciotto mesi. Il superbonus 110, per accedere al quale si erano avviati i controlli, insomma non sarà sufficiente a coprire tutta la spesa, perché allo stato dei fatti scadrà a dicembre 2023. Ciò vuol dire che i lavori che non saranno coperti entro quella data, dovranno essere per il 30% a carico dei condomini, messo che si finisca entro il 2024, dopo di che la quota parte diventerà del 35%.

Ai tempi di realizzazione, si dovranno poi aggiungere quelli di trasferimento dei residenti e trovare quaranta alloggi per ricoverare i condomini del Nait non sarà facile, tanto più che, dato il livello di scontro tra di loro (con cause e minacce risarcitorie) non tutti usciranno verosimilmente in modo pacifico dalle loro abitazioni. Potrebbe cioè essere necessario uno sfratto del Comune o del giudice, davanti al quale la relazione del perito sarà discussa a gennaio, anche se i legali del condominio cercheranno di accelerare i tempi, chiedendo al giudice di revocare la sospensione della delibera con cui si era dato mandato alla demolizione e ricostruzione e che era stata impugnata da alcuni proprietari.

La sentenza dell’altro giorno del tribunale civile dell’Aquila, che ha riconosciuto la corresponsabilità degli inquilini per i danni e le vittime del terremoto 2009 in una palazzina del capoluogo, sarebbe, nel malaugurato caso succedesse qualcosa nel frattempo, “zucchero” rispetto allo scenario di via Costanza.

14 Commenti su "Palazzine da sgomberare: il perito del tribunale conferma l’inagibilità in via Costanza"

  1. Ma è depotenziato tutto il calcestruzzo di Sulmona non solo via Costanza,la truffa della povertà è stata generale. Sulmona deve essere interamente abbattuta e ricostruita con veri criteri antisismici.

  2. Allora facessero i carotaggi a tutti i palazzi di Sulmona a mio parere ne rimarrebbero salvi solo quelli di recente costruzione ….il resto sarebbero tutti inagibili!
    Per non parlale del centro storico …..
    Solidarietà ai condomini che volevano risparmiarsi giustamente i costi di trasloco e ricostruzione in questi periodi dove tutto costa il doppio

    • AAA affittasi… | 13 Ottobre 2022 at 10:24 | Rispondi

      Intanto cominciate a sloggiare…no a parlare della fuffa…il problema è vostro…solo vostro…

    • Scusa, tu dici: “Solidarietà ai condomini che volevano risparmiarsi giustamente i costi di trasloco e ricostruzione in questi periodi dove tutto costa il doppio” Ma cosa dici? Forse non hai capito che i sig condomini si sono opposti all’abbattimento e ricostruzione a carico integrale del 110. Ma opponendosi hanno messo a rischio la vita di loro stessi e di tutti coloro che vivono dentro, transitano e sono in prossimità di quel complesso. Con il 110 si ricostruiva tutto a norma antisismica ed energetica in classe A, facendo anche rivalutare le loro abitazioni. Ora non valgono nulla, la loro opposizione ha fatto perdere tempo, ed il 110 non coprirà più integralmente le spese perchè scadrà a fine 2023. Che succede se il complesso dovesse venire giù domani o oggi stesso?? Sei proprio sicuro della “Solidarietà” ?????!!

      • Ricostruire in quel luogo non è esattamente conforme alle leggi per il pericolo idrogeologico.Sull’alveo di un fiume che comporta erosioni con maggiore rischio delle fondamenta, smottamenti piene etc.etc.

        • Questo lo decideranno i tecnici come ricostruirlo. Se 2 tecnici propongono la ricostruzione vuol dire che è tecnicamente possibile. Del resto non mi pare che sia l’unico edificio in zona

  3. Redshift/ Solo alcuni condomini si sono opposti non la maggioranza ovviamente. Quindi solidarietà a noi condomini che stiamo combattendo con ignoranza e superficialità da mesi.

    • Certo, condivido pienamente
      La mia critica si riferiva esclusivamente a quelli che hanno fatto ricorso.
      Mi scuso se non ero stato chiaro.

  4. Ma che dite ???? Per rifare quel bestione di condominio ci vogliono almeno due anni !!!
    Ancora al 110 siete rimasti ???????? Credo sia finita la pacchia per gli Ingegnieri …ora iniziano gli avvocati

  5. Ma come è possibile che non ci sia stata l’unanimita’ dei condomini per un lavoro del genere ??Chi vuole e chi no , mica basta la maggioranza per demolire. Ma siamo impazziti???

  6. Speriamo che sia finita pure la pacchia per per alcuni amministratori, hanno detto di tutto per spingere a fare il 110 !Che scandalo….

    • Generalmente Se I condomini si fanno abbindolare dal loro amministratore (che in ogni operazione guadagna una montagna di soldi) piuttosto che studiare la materia allora si hanno delle colpe

  7. Tanto paga pantalone …..cioè noi. Anche io ho l’abitazione a rischio chi me la ricostruisce,? È un magna magna

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