
Ieri in piazza, oggi davanti al proiettore. L’urlo di sdegno per il genocidio che lo Stato di Israele sta perpetrando verso i palestinesi rimbomba anche in Valle Peligna. Un grido corale, come scrive il candidato consigliere comunale di AVS, Mario Pizzola, commentando la manifestazione, organizzata da Alleanza Verdi e Sinistra, che ieri si è tenuta in piazza XX settembre.
Evento senza simboli di partito e con le sole bandiere palestinesi e della pace, che ha visto la partecipazione di tanti cittadini, di ogni colore politico, che in questo modo hanno voluto testimoniare la loro solidarietà ad un popolo che da molti mesi è sottoposto ad una indicibile violenza.
Al centro della piazza un grande striscione con la scritta “Fermiamo il genocidio a Gaza”. A fianco un’altra scritta: “Gaza è la mia Patria”, con l’evidente richiamo al “Sulmo mihi patria est” di ovidiana memoria e il riferimento al fatto che, come Ovidio fu costretto all’esilio in Romania dal potere di Roma, oggi i palestinesi rischiano di perdere per sempre la loro terra a causa della pulizia etnica decisa dal governo israeliano.
Per terra, nella piazza, molti indumenti infantili e giocattoli; sotto un lenzuolo bianco, con chiazze rosse, dei rigonfiamenti a simboleggiare i corpicini di bimbi uccisi. E poi una lunga striscia rossa come simbolo del sangue che continua ad essere versato nella Striscia di Gaza. Ad un lato della piazza sagome di cartone raffiguranti Guernica, il celebre dipinto di Picasso a ricordo indelebile del terribile bombardamento che distrusse la cittadina spagnola nel 1937. Lungo Corso Ovidio una persona sdraiata per terra, immobile per tutto il tempo e coperta da un lenzuolo insanguinato e dalla bandiera palestinese.
Alle 19, oggi, presso il comitato elettorale del candidato sindaco Angelo Figorilli, si terrà la proiezione del docu-film “Palestina per principianti-educazione sentimentale di un bassista rockabilly”. A seguire il confronto con il candidato sindaco di Sulmona Città Futura, il regista Francesco Merini e l’attore Simone Zimmy Martini.
Per unirsi al dolore di Gaza si dovrebbe andare a Gaza. Ma capisco che si soffre meglio da Sulmona, al sicuro.
Proprio non si riesce ad avere un minimo di empatia, di umanità e andare oltre il benaltrismo e le scoregge del cervello vero?