Parco del Gusto: lo scrigno dei tesori del territorio

Per i “ricercatori del gusto”, quelli che non si accontentano delle produzioni industriali e delle luci al neon, è un piccolo angolo di paradiso, “uno scrigno dei tesori del territorio”: centodieci metri quadrati racchiusi in una casetta di legno, con dentro tutte le eccellenze della Valle Peligna e dell’Alto Sangro. Quelle che forse non hanno un nome blasonato, ma che hanno un volto e un’anima. Rare e di nicchia. Rigorosamente biologiche e fuori dalla grande distribuzione.

Ci sono i mugnoli di Pettorano sul Gizio, le farine di farro, solina e grano antico delle aziende D’Amato di Pratola Peligna e Zappa di Raiano, le paste alimentari di Peppone di Introdacqua, l’aglio rosso di Sulmona, i prodotti caseari e l’olio di Terrantica, i liquori marchiati dal Parco di Pescasseroli o le confetture delle Favole di Gaia. E ancora i tartufi di Fasciani di Molina Aterno, la pasta Battista di Castel di Ieri o i vini della Valpeligna, cooperativa che ha recuperato il vecchio enopolio di Pratola, dove è nato verosimilmente il Montepulciano d’Abruzzo.

Si chiama Parco del Gusto, non a caso, questo paradiso: spuntato all’ingresso di Raiano, realizzato dall’Ansape e a cui ha collaborato il Gal Abruzzo Italico-Alto Sangro, che oltre ad un contributo del 10% sul totale dell’investimento (circa 250mila euro), ci ha messo soprattutto la squadra. Gran parte dei produttori che qui espongono, fanno infatti parte del gruppo marketing del Gal, quello che da anni ormai sta crescendo all’ombra dei finanziamenti Leader.

“L’idea è quella di una vetrina del territorio, prima ancora che dei suoi prodotti – spiega Fausto Ruscitti, presidente di Ansape – mettiamo insieme i saperi e i sapori della Valle Peligna e dell’Alto Sangro, puntando sulla qualità dei prodotti e la tutela delle antiche lavorazioni. Il Parco del Gusto è ancora da completare, aperto a nuovi produttori, basta che si propongano e che rispettino i criteri della qualità della produzione biologica, della tipicità e che non siano nel circuito della grande distribuzione”.

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