Passa il bilancio, la Casini opziona la ricandidatura

E’ finito a notte fonda con l’abbandono della maggioranza dell’aula dopo il voto del bilancio (senza cioè discutere gli ultimi due punti all’ordine del giorno), il consiglio comunale convocato ieri a Sulmona. Ultimo atto politicamente “rilevante” dell’era Casini, o almeno del suo primo mandato. Sì, perché al di là dell’estenuante maratona, non rara nelle sessioni di bilancio, l’aver superato l’approvazione del documento di previsione economica (uno dei pochi atti la cui bocciatura decreta l’arrivo di un commissario) assicura alla sindaca in carica il taglio del traguardo di fine mandato, salvo improbabili dimissioni di gruppo, di cui ieri non si è avuto alcun sentore con, anzi, un Bruno Di Masci, formalmente non in maggioranza, come ebbe a dichiarare al termine dell’ultima crisi, che si è profuso in una difesa a tutto campo della gestione Casini e in particolare del suo assessore tutto fare Salvatore Zavarella.

Non è un passaggio di poco conto, perché dopo cinque sindacature non portate a termine, la Casini potrà rivendicare ad alta voce nel suo schieramento la sua ricandidatura a sindaco. E sarà un problema per Gerosolimo e il suo gruppo, nel caso avessero un altro candidato, sostituirla, tanto più che quando si presentò nel 2016, la Casini parlò (e anzi ci fece anche una lista) di Sulmona 2026, ovvero di un programma a due mandati.

Dal punto di vista politico quella di ieri è stata tuttavia una seduta di consiglio deludente: è mancato il confronto e il bilancio politico che ci si aspettava per la discussione dell’ultimo atto e anche l’ostruzionismo fatto dalla consigliera Roberta Salvati, che ha presentato 30 emendamenti, quasi tutti con parere di regolarità tecnica o contabile contrario, si è risolto in un’azione fine a se stessa (perché l’ostruzionismo si fa per “barattare”). L’unico suo emendamento approvato è stato quello per stornare alcuni fondi sulle spese legali che l’ente si troverà ad affrontare da qui a breve, per pagare gli avvocati degli amministratori assolti dai diversi procedimenti avviati dalla procura di Sulmona (dalla gestione Federico fino ai furbetti) e che l’assicurazione non pagherà per “svuotamento” del massimale. Argomento che merita una trattazione a parte.

La maggioranza è poi “fuggita” quando si è trattato di discutere nel merito alcune poste di bilancio: le domande poste dal consigliere Tirabassi su un presunto credito di oltre 1 milione di euro vantato nei confronti di Cogesa, sono rimaste infatti inevase. L’assessore all’Ambiente infatti si è disconnessa prima e la sindaca ha ritenuto di non dover spiegare nulla alla città.

Senza risposta, poi, sono rimaste l’interrogazione sul comandante della polizia municipale e la mozione sulla sede del CPIA: superata la mezzanotte e mancando il numero legale, i due punti saranno infatti discussi nel prossimo consiglio comunale.

2 Commenti su "Passa il bilancio, la Casini opziona la ricandidatura"

  1. Un’approvazione di bilancio non la ritengo minimamente utile per bissare un nuovo successo… Sono i fatti che parlano per questi 5 anni di misera legislatura.
    Poi, tutto è possibile tra i cucciar!!!

  2. Dopo due anni di covid passati ad incassare tasse senza aver dato niente ci mancherebbe pure che fosse senza bilancio

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