“Per favore non ammalatevi stasera”. Altri 61 contagi

Le ambulanze fanno fatica a fare manovra nel piazzale dell’ex pronto soccorso dell’Annunziata, ieri ne sono arrivate più di dieci. Qualcuna ha atteso a lungo parcheggiata prima di entrare nella camera calda, con autisti e operatori sanitari al passaggio della sanificazione che sembrano marziani di bianco e di giallo vestiti. Qualcuno rassicura, o tenta di farlo, il paziente steso in barella, qualcuno è seduto sul paraurti del mezzo con le mani tra i capelli, qualcuno approfitta della fila per stendersi sul sedile anteriore.

Nel primo pomeriggio, prima della visita del presidente Marsilio e di tutto il codazzo istituzionale, dentro alle tre stanzette dell’ex pronto soccorso, con un piccolo bagno a servizio e basta, c’erano tredici pazienti. Un medico, un infermiere e due operatori sanitari a disposizione, a fare la spola tra l’area Covid e il pronto soccorso del nuovo ospedale. Che la stanchezza gliela si leggeva negli occhi, unita a una discreta rassegnazione. “No questo va in Rianimazione” rassicura un operatore dell’ambulanza al collega preoccupato che gli stesse passando avanti nella fila. L’arrivo del presidente mette in fibrillazione i vertici dell’Annunziata: quattro posti si trovano ad Avezzano e L’Aquila prima delle 15,30 ed è il manager Testa a sincerarsene. Qualcuno viene spostato nell’area grigia, che ora, chissà quando, diventerà Covid: arriva l’ospite d’onore, non si può fare brutta figura.

Le cose cambieranno, dice Marsilio al termine della sua visita nella struttura. Sarà aperto un reparto Covid da venti posti e arriverà altro personale. Chi, come, quando?

Marsilio cerca di battere il tempo: ieri la firma del progetto, cinque giorni per l’avviso di gara, altri sette/dieci per l’affidamento dei lavori, un’altra decina per le chiavi in mano. Insomma se ne parla per metà dicembre o poco prima se tutto va bene.

E nel frattempo? “Per favore non ammalatevi stasera” scherza e neanche tanto il medico che sta smontando, che da qui ad un mese lo spazio resterà quello che è e che è stato finora: un umiliante schiaffo alla civiltà.

Ma è sul personale che restano i dubbi più seri: il presidente della Regione assicura che arriveranno rinforzi adeguati a gestire il nuovo reparto. Operatori sanitari quanti si vuole, infermieri un po’ meno, medici è già un po’ più difficile. I vertici Asl fanno capire che i “graduati” si prenderanno un po’ qui e un po’ là, spostandoli dai vari reparti, quelli che tanto anche volendo non possono operare. “Ma mica è così semplice – spiega uno di loro – non tutti siamo in grado di intubare un paziente o di curare il Covid. Qui ci vuole personale specializzato, altrimenti è meglio non averlo un reparto Covid”. A spiegarlo però, a quei tredici in fila e in attesa di un ricovero. Appesi ad una bombola d’ossigeno e alla speranza.

Le cose non andranno meglio da qui alle prossime due settimane, quando si spera si cominceranno ad avere gli effetti della zona rossa che scatta da domani. Il virus galoppa a grandi falcate: ieri altri sessantuno nuovi contagi che fanno sfondare il tetto dei settecento positivi sul territorio (708), ma molti altri sono in arrivo, ne è certa la prevenzione, per quel poco di tracciamento che ha ancora sotto controllo.  

Commenta per primo! "“Per favore non ammalatevi stasera”. Altri 61 contagi"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non verrà mostrato.


*