Per un pugno di euro: cinquantenne rinviato a giudizio per atti persecutori verso la madre

Rinvio a giudizio per un cinquantenne, residente a Popoli Terme e originario di Pacentro, per atti persecutori nei confronti della madre, ottantenne. L’uomo, sorpreso in flagranza di reato dai carabinieri, avrebbe tentato di estorcere del denaro all’anziana per un anno. Una situazione non nuova per il cinquantenne, già a processo per tentata estorsione e maltrattamenti in famiglia.

La vicenda risale al 2024, quando il cinquantenne avrebbe ripetutamente messo sotto pressione l’anziana. Continue ad assillanti richieste di denaro, alle quali la donna aveva cercato di mettere un punto. Quel “No”, però venne letteralmente buttato giù, con il figlio che sfondò la porta d’ingresso dell’abitazione della madre, pur di ottenere cinquanta euro.

Appena due mesi dopo, un nuovo tentativo, appostandosi sotto casa della madre per rimediare un pugno di banconote. Sul posto si presentarono i carabinieri del nucleo operativo della Compagnia di Sulmona, allertati dall’anziana impaurita e intimorita. L’uomo venne arrestato e per lui vennero disposti i domiciliari, da scontare nell’ospedale “dell’Annunziata” di Sulmona. Una scelta forzata, dato che l’imputato era sottoposto ad un ciclo di cure mediche.

Oltre ai maltrattamenti, l’uomo avrebbe anche compiuto stalking nei confronti dell’anziana madre: messaggi, telefonate e minacce continue che terrorizzarono la donna.

Oggi il gup del Tribunale di Sulmona, Irene Giamminonni, ha disposto il rinvio a giudizio (come richiesto dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Sulmona, Stefano Iafolla) per il prossimo 9 aprile.

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