
“Vi chiedo di non spegnere i riflettori su questa storia, affinché si sappia che a Sulmona due anziani stanno vivendo i loro ultimi anni in un calvario che offende ogni senso di dignità umana”. A lanciare l’accorato appello un familiare della coppia di anziani protagonisti di una vicenda portata all’attenzione dell’opinione pubblica lo scorso mese di novembre. Quasi novantenne lui e ottantenne con gravi disabilità lei, i due erano stati allontanati dalla loro casa con l’unico conto corrente colpito da un pignoramento che azzerando il saldo di 600 euro aveva impededito persino l’acquisto dei farmaci salvavita per la donna.
Una vicenda ancor più triste se si considera che ad agire nei loro confronti era stato uno dei figli ai quali i due anziani avevano donato la propria casa dopo averla ristrutturata con i risparmi di una vita e dopo aver sistemato per loro un altro appartamento, convinti che sarebbe stata la loro ultima dimora. E invece, proprio da quella casa sistemata con i loro sacrifici, sono stati allontanati. “Nostante l’interesse suscitato nei mesi scorsi, quella che speravamo fosse la fine di una triste pagina della loro vita, si è invece trasformata in una persecuzione ancora più aspra e sistematica” continua il familiare denunciando “la natura strumentale delle azioni intraprese contro i due anziani”. Parole confermate dalla circostanza che l’iscrizione a ruolo del pignoramento non è mai stata effettuata nei termini di legge, a dimostrazione del fatto che non si trattava di un atto finalizzato al reale recupero di un credito, “ma solo di un atto emulativo il cui scopo era quello di recare danno”. Una “prigione” economica, secondo l’autore dell’appello, alla quale se ne aggiunge un’altra, quella derivante da un mutuo contratto dal figlio e per il quale i due vennero convinti a farsi garanti. “Questo vincolo impedisce oggi ai due anziani di accedere a qualunque forma di finanziamento per far fronte all’emergenza, rendendoli ostaggi di chi oggi li aggredisce”.
“Ma l’ultimo atto di questa vicenda persecutoria è quello che lascia il segno più profondo e amaro” continua il familiare riferendosi alla denuncia per furto e danneggiamento sporta dalla nuora contro di loro. Alla base della denuncia la circostanza che, lasciando l’abitazione da cui sono stati cacciati, i due anziani avrebbero portato via materiali che loro stessi avevano acquistato e pagato. “Un atto palesemente calunnioso, poiché sia il figlio che la nuora sanno benissimo che quei beni appartengono ai genitori di lui”, anziani costretti nei giorni scorsi a subire l’ennesima umiliazione. I carabinieri si sono presentati nella loro attuale dimora per una perquisizione e, sebbene i militari abbiano agito con sensibilità e delicatezza, “per due persone di quella generazione e in quelle condizioni di salute, subire una perquisizione delle forze dell’ordine in casa propria è stato un trauma psicologico devastante ed un’umiliazione lacerante”.
“Siamo di fronte a una spirale di inaudita crudeltà” conclude il familiare chiedendo di non spegnere i riflettori su una vicenda “che sta consumando le ultime energie di due cittadini indifesi, ormai sprofondati in una depressione acuta”.
se esiste un modo per aiutarli an he attraverso la raccolta di donazioni,prego il giornale di pubblicarlo. ci sono amcora persone disposte ad un gesto di solidarieta’ umana! il giornale sicuramente ha la mia mail se conosce la coppia o qualcuno che sta dando loro aiuto mi faccia sapere
Ho un padre anziano e per questo prego tutti i giorni perché continui a starmi vicino ed io vicino a lui. Non riesco proprio ad immaginare come si possa essere così crudeli.
Mi unisco all’appello di Giordan: se la redazione è ha conoscenza di come poter aiutare questi signori, è pregata di farmi sapere
Ok per la raccolta fondi.Ma non dispiacerebbe nemmeno poter prendere a…in faccia ste due merde!