
Si è svolta oggi davanti al collegio del tribunale di Sulmona la prima udienza del processo scaturito dall’aggressione in un autolavaggio dove nel 2018, una delle imputate si era recata pretendendo dalla titolare la restituzione di un prestito di tremila euro che, a suo dire, doveva essere consegnato in quel momento. Alla richiesta di denaro, la proprietaria dell’autolavaggio si era giustificata dicendo che aveva già provveduto a restituire gra parte del denaro dal momento che in due anni e mezzo aveva consegnato circa 18mila euro a fronte dell’originale prestito di 3mila euro. A quel punto l’imputata aveva afferrato una chiave inglese a croce colpendo ripetutamente la titolare dell’autolavaggio procurandole ferite alla testa e alle braccia con una prognosi di 50 giorni.
Con l’accusa di usura in concorso sono comparsi oggi in aula Luigino Di Rosa, Luigino Spinelli, Bruno Spinelli, Sonia Di Rosa, Marianna Di Michele e Liliana Morelli protagonisti di una vicenda che aveva portato a scoprire un vasto giro di usura in città. Davanti ai giudici hanno sfilato i primi otto testimoni, tra cui il sostituto commissario in pensione, Daniele L’Erario, che aveva coordinato le indagini come capo della squadra anticrimine del commissariato insieme al sostituto procuratore Stefano Iafolla. Testimonianze dalle quali è emersa la ricostruzione di una rete dell’usura venuta fuori in seguito alla brutale aggressione. Accuse respinte dagli avvocati difensori Silvia Iafolla, Alessandro Tucci e Alessandro Rotolo.
L’inchiesta aveva coinvolto anche due insospettabili per le quali lo scorso maggio la procura ha chiesto l’archiviazione, essendo emerse incongruenze nella versione resa dalla persona offesa, la stessa dell’aggressione all’autolavaggio. Stessa richiesta per le due indagate, anche per un’altra indagine che aveva visto come presunte vittime di usura altre figure professionali, una vicenda nella quale non sono emersi elementi utili a sostenere l’accusa. La decisione ora spetta al gip che dovrà pronunciarsi su questi ultimi due filoni.
Noto che sui cognomi Di Rosa e Spinelli nessuno commenta mentre su altre notizie per crocifiggere i presunti interessati fate da pazzi, vorreste far chiudere locali, eliminare la feccia etc. Mi chiedo come mai.