Piccolo Colosseo, oltre 20 anni di reclusione alla “banda della Magliana” in salsa peligna

Ci sono voluti sette anni per arrivare alle prime sentenze, se si escludono i due patteggiamenti già fatti e considerando che sette di loro stanno seguendo il rito ordinario.

Per la cosiddetta banda della Magliana in salsa peligna, sono arrivate così oggi le prime condanne da parte del giudice per le udienze preliminari del tribunale di Sulmona che non ha certo avuto mano leggera nei confronti dei sei imputati cinque dei quali hanno scelto il rito abbreviato e uno il patteggiamento.

Il giudice Daniele Sodani ha comminato in tutto 21 anni e 2 mesi di reclusione per i reati, a vario titolo, di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione e detenzione di armi da fuoco. Pene che si aggiungono ai 6 anni e 10 mesi già patteggiati da Alfredo Scala (3 anni) e Giovanni Gigante (3 anni e 10 mesi), nell’ambito dell’operazione Piccolo Colosseo, conclusa nel 2013 dai carabinieri coordinati dal sostituto procuratore Aura Scarsella.

In particolare sono stati oggi condannati con rito abbreviato Massimiliano Le Donne (8 anni di reclusione) difeso da Guido Colaiacovo, i fratelli Mattia e Luca Buccilli (rispettivamente a 4 anni e 1 mese e 5 anni e 1 mese) difesi da Silvia Iafolla, Fabrizio Gigante (2 anni e 4 mesi) difeso da Stefano Michelangelo e Vincenzo Colaiacovo. Ha patteggiato invece la pena (1 anno e 8 mesi di reclusione) Luca Del Sarto difeso da Umberto Di Pillo a cui è stata riconosciuta la seminfermità mentale. Mentre è stato assolto Giuseppe Serva, difeso da Vittorio Supino.

A giudizio, con rito ordinario, sono ancora Eddy Bighencomer, Mario Marruccelli, Fernando Polce, Stefano Passoforte, Lorenzo Pacifico, Raffaele Salas e Francesco Bucci.

Gli indagati all’inizio erano 24, accusati di aver messo in piedi una vera e propria organizzazione criminale (anche se non viene contestata l’associazione a delinquere) finalizzata al controllo dello spaccio di droga su tutto il territorio peligno e non solo: hascisc, marijuana, ma soprattutto cocaina a chili, con una rete di “cavalli”, cioè spacciatori che facevano riferimento ai capi, ai quali il gruppo di testa non risparmiava minacce con pistole e botte pur di far rispettare i debiti e i tempi delle consegne.

1 Commento su "Piccolo Colosseo, oltre 20 anni di reclusione alla “banda della Magliana” in salsa peligna"

  1. con la legalizzazione delle droghe sarebbero degli impresari e non delinquenti. l’ipocrisia di chi le usa e si nasconde fa sicuramente più schifo della banda della marrocca. proporrei al legislatore il controllo obbligatorio semestrale per i dipendenti pubblici (incluse forze dell’ordine) sull’utilizzo delle droghe. tutti, nessuno eslcuso.

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