Potature selvagge, tagli anche sulla statale 17. I Comitati cittadini: “Interventi scriteriati”

Neanche gli alberi lungo la strada statale 17 sono stati risparmiati dalle motoseghe. Le piante all’altezza della casa cantoniera, tra Sulmona e Pettorano sul Gizio, sono state oggetto di interventi nella mattinata di oggi, e sono state lasciate completamente spoglie, con i rami segati di netto.

Un evento che fa il paio sia con la potatura dei pini a Raiano, sia con quella avvenuta a Sulmona lungo la circonvallazione occidentale per estirpare un albero che, con condizioni metereologiche avverse, avrebbe rischiato di causare più di qualche danno. Proprio quest’ultima operazione ha scatenato le proteste di molti sulmonesi, inorriditi nel vedere il costone di Porta Molina completamente spoglio.

Già, perché per abbattere un solo albero pericoloso, ne sono stati sacrificati diversi completamente sani. L’Amministrazione sulmonese, così come quella di Raiano, ha promesso di provvedere celermente a ripiantare nuovi alberi, in luogo di quelli eliminati. Un impegno che non ai Comitati per l’ambiente, che oggi sono tornati alla carica sulla mattanza delle piante sulmonesi, chiedendo se fosse davvero l’estrema ratio, quella di eliminare un gran numero di alberi per poter intervenire su quello realmente pericolante.

“Questi tagli vanno ad aggiungersi a precedenti tagli e potature sommarie di alberi, effettuati in diversi altri luoghi della città anche dalle precedenti amministrazioni comunali – scrivono i comitati -, interventi basati sulla improvvisazione che hanno portato ad un impoverimento del patrimonio arboreo della città. Gli alberi, lo ricordiamo, costituiscono a pieno titolo dei beni giuridici cui l’ordinamento accorda una particolare tutela anche in considerazione delle funzioni che essi svolgono nell’ambito delle comunità degli esseri umani con i quali essi convivono: una funzione economico-sociale, una funzione ecologico-ambientale (importanti funzioni degli alberi sulla qualità dell’aria, con l’assorbimento della CO2, nella riduzione effetto calore, sull’inquinamento acustico, ecc.), una funzione di difesa idrogeologica, una funzione sanitaria, una funzione culturale ed una funzione estetico-architettonica”.

“La Legge nazionale impone censimenti – conclude la nota -, piani e regolamenti e i Comuni sono tenuti a rispettare tali obblighi, compreso quello che prevede la messa a dimora di un nuovo albero per ogni neonato. Auspichiamo, pertanto, che questa Amministrazione che è intervenuta tempestivamente nel tagliare per garantire la pubblica incolumità, altrettanto tempestivamente provveda al reimpianto degli alberi già tagliati con specie arboree adatte alla zona e come meglio identificate in un Piano del Verde (Manutentivo, Censimento delle Aree Verdi, conservazione del verde esistente e messa a dimora di alberature compensative) e di cui  sollecitiamo la predisposizione nella consapevolezza sia delle amministrazioni che dei cittadini del fondamentale ruolo svolto dal verde urbano anche in termini di mitigazione dei cambiamenti climatici”.

Con quello di oggi lungo la strada statale 17 diventano tre, in totale, le potature di massa effettuate sul territorio peligno. Azioni che sembrano più soluzioni estemporanee che veri e propri atti di manutenzione.

20 Commenti su "Potature selvagge, tagli anche sulla statale 17. I Comitati cittadini: “Interventi scriteriati”"

  1. A proposito di potature e lavori inerenti ma quando iniziano i famosissimi lavori di ristrutturazione della villa comunale? Può accertare codesta redazione chiedendo al Comune? Grazie

  2. francesco.valentini1935 | 2 Novembre 2022 at 22:12 | Rispondi

    A proposito di depauperamento del patrimonio arboreo peligno si puo’ sapere a quale organo compete l’intervento per bloccare questa strage? Ne parliamo perche’ la,Stampa tratta l’argomento,gridiano allo scandalo e gli energumeni della natura stanno gia’ pensando dove ancora intervenire:Oiano 5 miglia,Passo San Leonardo bivio Fonte Romana,adesso Statale 17,prima zona Cascata dell’Acqua:a parte la manovrazper rendere desertico l’Abruzzo verde,ma il legname di risulta dive finisce? Qualcuno vorra’ intervenire o continueremo a parlare a parlare…a strage effettuata?A Sulmona i Giardini Pubblici insegnano:vedi Porta Napoli rasa al suolo senza nessuna ripiantumazione nonostante le assicurazioni:oppio per il popolo,come il calcio domenicale?

    • Buonasera,io vivo in Piemonte e purtroppo anche nella mia regione vengono abbattuti alberi ovunque con ben poco criterio, sembra che non si sia più degni di avere un po’ di ombra durante l’estate e godere dei colori dell’ autunno, senza calcolare che gli alberi reimpiantati sono poco più che fili d’erba che non hanno la forza di contrastare eventuali piogge torrenziali, la messa in sicurezza non sempre è ragionata, eppure non si sa a chi rivolgersi per far notare questi scempi.

    • Serve un poco di legna.

  3. Domenico Capaldo | 3 Novembre 2022 at 00:48 | Rispondi

    Forse bisognerebbe aggiungere il taglio completo di TUTTI gli alberi sul piano 5 miglia e da Castel di Sangro fino al bivio per Alfedena, una decisione vergognosa che non ha visto nessuna ripiantumazione prevista dalle prescrizioni dell’epoca…., credo che la Provincia dell’Aquila debba qualche spiegazione ai Cittadini.

    • Sig. Capaldo, Le piante a ridosso della strada nella piana delle Cinque Miglia comportavano che una qualunque uscita di strada, anche a velocità non sostenuta, si traducendo in un incidente mortale per il malcapitato.
      Veda quante croci sono state piantate lungo il tragitto delle 5 Miglia.
      Anzi, l’abbattimento degli alberi è stata fin troppo tardiva

      • Forse l’utilizzo dei guardrail potevano salvare le piante (e possono salvare le vite umane) e limitare (come era stato concepito e funzionante) la burrasca di neve sul tracciato stradale.

        • I guardrail hanno un costo molto superiore all’abbattimento degli alberi, che, tra l’altro, sono fonte di legna da ardere da vendere a caro prezzo

          • Capita l’ironia.
            E nulla ha un valore più alto che il salvare le vite umane.
            👍

        • Vogliamo parlare dell’eliminazione totale degli alberi a bordo strada ss 80 che va dall’Aquila direzione passo capannelle a ridosso del parco nazionale??? Erano lì da un secolo e facevano ombra ai numerosi ciclisti che frequentano le strade….sempre in nome della sicurezza stradale! A mio avviso si può intervenire diversamente con protezioni e uso di guardrail. Secondo me è un po’ una scusa per togliere di mezzo alberi il cui costo della manutenzione si fa sentire nel tempo senza contare che si toglie di mezzo una bella responsabilità in caso di caduta di rami… alberi etc…basta guardare gli esempi di alberi capitozzolati totalmente zona Sulmona….se o si provvedesse a piantumarne di nuovi….

        • Con il guardrail in caso di forti nevicate la carreggiata si sarebbe ridotta notevolmente a causa della neve ammucchiata dagli spazzaneve.

          • Ci sono anche mezzi alternativi al “classico” spazzaneve, in particolar modo su strade statali di montagna.

      • Ma come cavolo ragiona? Si rende conto di quello che dice? Allora, togliamo di mezzo anche le case, perché altrimenti un cretino che corre con l’auto può farsi male. E le assicuro che corrono!!Ne ho visti tanti. L’uomo impari a stare il mondo

    • Si sbaglia a piantare gli alberi a ridosso delle strade extraurbane. Chi sono gli scienziati che all’epoca decisero di piantare alberi lungo il tracciato della SS17 ? Vedasi piana 5 Miglia e tratta da Popoli a Navelli.

  4. Non dimentichiamo gli alberi tagliati nel bosco a destra tra Campo di Giove e la forchetta di Palena e quelli nel bosco all’inizio della strada sterrata che da Ponte d’Arce porta verso il monte Genzana. Voglio capire il taglio per ragioni di sicurezza per gli utenti della strada, ma questi alberi, tutti sani, sono stati tagliati all’interno di boschi dove non costiuivano nessun pericolo per alcuno.

  5. Vedendo la foto, il giardiniere professionista più che il pollice verde, ha il medio 🖕.

  6. … la deforestazione del bosco di Fonte Romana sul territorio del Comune di Pacentro, continua inesorabilmente con la compiacenza e il parere favorevole di tutti gli ENTI preposti alla sua salvaguardia, stiamo parlando di un suolo limoso soggetto a frane e smottamenti, area ricadente all’interno del Parco Nazionale della Majella… le chiome e le radici degli alberi svolgono un ruolo fondamentale nella regimazione delle acque superficiali, rallentano i tempi di corrivazione dell’acqua piovana e il deflusso, soprattutto durante fenomeni meteorologici estremi come le sempre più frequenti bombe d’acqua contribuendo a ridurre l’erosione del suolo…
    A suo tempo, l’allora direttore del Parco Nazionale della Maiella, Dottor Nicola CIMINI, negò il rilascio del Nulla Osta per analogo intervento di taglio nelle medesime località…
    E sorge spontanea una domanda: cos’è cambiato tecnicamente a distanza di alcuni anni per arrivare a concedere il Nulla Osta per un taglio estremamente deforestante?
    Si può assicurare senza possibilità di smentita: NULLA!
    Non è cambiato NULLA.
    O meglio… sono cambiati gli ATTORI in commedia…

  7. Esiste una legge di marzo 2020, in G.U. il 6 aprile che regolamenta gli interventi sul verde pubblico. In tale legge viene di fatto vietata la capitozzatura, il taglio fuori stagione e quello non di comprovato pericolo. Se si hanno dubbi sui tagli eseguiti, si fa esposto ai carabinieri forestali.

  8. … parli di questo Decreto? https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/04/04/20A01904/sg
    DECRETO 10 marzo 2020 emanato dal MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE (pubblicato sulla G.U. Anno 161° – Numero 90 – Roma – Sabato, 4 aprile 2020)…
    Evidentemente lo citi ma non lo hai letto bene… in particolare modo l’allegato… altrimenti ti saresti accorto di come siamo messi male nella gestione del verde pubblico a Sulmona soprattutto nella Villa Comunale, Parchi pubblici e alberature stradali… poi queste sono solo linee guida per un Piano di azione di sostenibilità ambientale, sono altre le Leggi che regolano la materia, per esempio il Comune di Sulmona si è dotato di un “Regolamento di Gestione e Tutela del Verde Urbano” in ottemperanza alla Legge Regionale N° 2 del 13/02/2003 (ai sensi dell’art. 32 del D.P.R. N° 616 del 24/07/1977), sud-delega ai Comuni delle funzioni amministrative riguardanti la protezione delle bellezze naturali, alla Legge 10/2013, Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani, alla Legge Regionale 3/2014 di cui all’art. 49 tutela delle formazioni arboree in aree urbane e periurbane?
    E poi ha recepito nel citato Regolamento le Linee guida per la gestione del verde urbano e prime indicazioni per una pianificazione sostenibile del Ministero dell’ambiente della tutela del Territorio e del Mare di cui al Decreto del 20 Marzo 2020 ?

  9. Adesso semineranno le antenne G5

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