Potere al Popolo e il progetto della Costituzione

Non è una lista, ma un progetto destinato ad andare oltre il 4 marzo e a prescindere dal risultato che daranno le urne. Tant’è che Potere al Popolo ha già programmato per il 18 marzo un’assemblea nazionale e stretto, in vista delle europee, la mano al sindaco di Napoli De Magistris. “Il nostro progetto è scritto nella Costituzione – ha detto Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista che per Potere al Popolo è candidato al proporzionale alla Camera – a quei principi che sono stati calpestati da una classe politica che non è più rappresentativa. Diritto alla sanità, al lavoro, alla tutela dell’ambiente”.
Nella sala gremita del Gran Caffè Letterario, Acerbo tiene banco con il candidato all’uninominale Alessandro Feragalli, ma anche con i volti della città: quello del dottor Maurizio Chacchioni e del giovane Riccardo Verrocchi. Ad ascoltarli c’è una fetta consistente della cittadinanza attiva, quella dei comitati cittadini per l’ambiente, ad esempio, quelli della mobilità sostenibile, quelli delle difesa dell’ospedale e del punto nascita.
“Perché il nostro progetto parte dal basso e mette insieme gli attivisti dei territori – spiega Alessandro Feragalli – convinti che si deve continuare a fare battaglie dal basso, ma con la necessità di metterle in rete e trovare anche un voce istituzionale”.
Non è un caso che la fetta più ampia del dibattito è sulla centrale Snam e sul diritto all’assistenza sanitaria delle aree interne soprattutto, dove lo Stato, anzi “la Repubblica” preferisce chiamarla Acerbo, sta abbandonando i cittadini a favore del privato.
Colpa, principalmente, secondo Acerbo “di un colpo di mano che nel 2012 ha cambiato la Costituzione senza che i cittadini potessero dibatterne – spiega – con l’introduzione cioè del pareggio di bilancio in nome del quale si continua a tagliare sulla spesa pubblica: sulla sanità, soprattutto, ma anche sull’istruzione e le infrastrutture”.
Temi sui quali in questa strana e violenta campagna elettorale non si parla mai: “Tutti presi a parlare di immigrazione, a scaldare lo scontro sociale al fine di far prevalere la cosiddetta teoria dei moderati, del grande accordo in vista tra centrodestra e centrosinistra”.
Oggi, poi, che ha ancora caldo il sangue versato a Perugia ai danni di un attivista di Potere al Popolo, accoltellato mentre affiggeva dei manifesti elettorali: “La deriva fascista e neonazista è il frutto della scarsa cultura e dell’offuscamento dei valori del comunismo – continua Acerbo – che i signori D’Alema, D’Alfonso e Renzi, hanno trasformato in un’idea di gestione del potere nei giovani. E’ questo uno dei motivi di questo estremismo di destra che anche nelle forme violente viene ormai circondato da un consenso diffuso, forzando sulla paura e la disinformazione dell’immigrazione”.
L’obiettivo è quello del 3%, un traguardo difficile (anche per lo scarso spazio mediatico dato a PaP, tanto da aver presentato un ricorso all’Agicom) ma non impossibile: “Potrebbe essere questa la vera sorpresa di queste elezioni… Provamos” dice Acerbo prendendo sotto braccio i movimenti spagnoli e quello greco. “E se non dovessimo riuscirci, noi restiamo qui a ricostruire la sinistra”.

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