
Gli accessi informatici contestati non costituivano reato ma, soprattutto, manca la denuncia di parte, in quanto la donna coinvolta è deceduta. Con questa motivazione il gup del Tribunale dell’Aquila, Bianca Maria Colangelo, ha prosciolto il Giuseppe Iacobucci (58 anni), di Pratola Peligna, dipendente della Banca di credito cooperativo. L’uomo era accusato di aver consultato senza autorizzazione il conto corrente di Anita Vallera, anziana pratolana al centro di una disputa ereditaria.
L’indagine era partita dalla denuncia di una quarantenne di Pratola Peligna, nominata nel 2021 erede universale dell’anziana e delegata ad accedere al conto. La donna aveva segnalato presunti accessi irregolari ai sistemi informatici dell’istituto di credito, chiamando in causa anche la banca e il direttore per responsabilità civile. A causa della tipologia di reato ipotizzato, il fascicolo era stato assegnato alla procura distrettuale antimafia.
Secondo l’accusa, tra il primo settembre e il 3 novembre 2021 Iacobucci, in qualità di preposto dell’istituto, avrebbe eseguito 57 accessi non autorizzati al profilo bancario della Vallera, in assenza di deleghe operative. La procura riteneva le evidenze sufficienti per sostenere l’accusa in giudizio.
Di diverso avviso la difesa, rappresentata dall’avvocato Luca Tirabassi, che ha sostenuto come si trattasse di un semplice monitoraggio effettuato su richiesta della stessa Vallera. Fondamentale, però, è l’assenza della denuncia di parte, con la donna venuta a mancare. Una versione che ha convinto il giudice per le udienze preliminari, il quale ha emesso sentenza di non luogo a procedere: secondo il giudice, infatti, “mancano le condizioni di procedibilità”, poiché la denunciante non può essere considerata persona offesa, e nel merito viene meno anche la presunta aggravante degli accessi abusivi.
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