Il Premio Sulmona sopravvive ai tagli grazie ai privati. Sabato l’inaugurazione

Per la presentazione hanno scelto il Gran Caffè letterario in piazza XX settembre, anche perché l’ingresso del museo Diocesano a Santa Chiara è ancora, nonostante gli annunci, un cantiere… chiuso. Nella speranza e l’auspicio che a restituire un po’ di bellezza a questo angolo di piazza Garibaldi sarà l’arte. Sarà inaugurata infatti sabato prossimo la quarantaquattresima edizione del Premio Sulmona, che quest’anno aggiunge l’intitolazione a Gaetano Pallozzi, ideatore e storico organizzatore dell’evento. Una aggiunta che vuole in qualche modo sottolineare lo sforzo fatto per reperire i fondi, sempre pochi, sempre sfuggenti. Nonostante l’iniziativa sia inserita nel Bimillenario, nonostante le promesse di una Regione che, ad oggi, ancora non dà indicazioni sui contributi. Così mentre il Premio Caniglia chiude il sipario, il Premio d’arte Sulmona, riesce a sopravvivere, anche grazie ai privati e in particolare al confettificio Pelino e alla Banca Generali che, sabato, hanno voluto essere dietro il tavolo dei relatori (nelle persone di Flavia Pantano figlia di Paola Pelino e Alessandro Di Tunno, district manager della Banca Generali) per dare un supporto non solo economico, ma anche un incoraggiamento ad andare avanti. Tant’è che Banca Generali, ha spiegato Alessandro Di Tunno, ha chiuso un accordo di sponsorizzazione quinquennale con il Premio Sulmona.
Per l’edizione 2017 saranno 163 gli artisti, 16 dei quali stranieri, 8 dalla Romania, a sancire quel legame con la terra della relegatio, dove Ovidio morì duemila anni fa. Tre invece gli artisti fuori concorso: lo stesso Gaetano Pallozzi, Giuliano Presutti e Rena Saluppo, moglie del presidente dell’associazione Quadrivio, Raffaele Giannantonio, che organizza il Premio e che è anche responsabile della commissione per il Bimillenario. Coincidenze artistiche che a Sulmona, in tempo di Bimillenario, si ripetono spesso.
La mostra resterà aperta fino al 21 ottobre e si svilupperà interamente nei locali del Polo museale diocesano di Santa Chiara. Dopo la scalinata-cantiere, a scovare un po’ d’arte.

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