Presunta bancarotta fraudolenta, chiesto il rinvio a giudizio per un imprenditore

Sarà il gup, il prossimo 9 aprile, a decidere se un imprenditore 52enne di Sulmona dovrà affrontare il processo per l’ipotesi di bancarotta fraudolenta. La richiesta di rinvio a giudizio è stata avanzata dal sostituto procuratore della Repubblica, Stefano Iafolla.

L’ipotesi di reato contestata riguarda la “distrazione di beni societari nell’ambito di una procedura di liquidazione giudiziale”. Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini preliminari, l’uomo avrebbe operato in qualità di legale rappresentante di una società attiva nel commercio al dettaglio.

La società è stata dichiarata in liquidazione giudiziale con sentenza del Tribunale di Sulmona nel luglio 2023, con un passivo stimato in circa 490 mila euro.

Al centro dell’impianto accusatorio vi sarebbe una presunta distrazione di beni aziendali avvenuta prima dell’apertura della procedura. In particolare, viene richiamata una scrittura privata del 30 dicembre 2022 con la quale beni e attrezzature della società sarebbero stati ceduti a un’altra impresa con sede in Valle Peligna, amministrata dallo stesso indagato.

Il corrispettivo indicato nell’atto ammonterebbe a 5.000 euro in contanti (somma che, secondo l’accusa, non troverebbe riscontro nella documentazione contabile) oltre a 7.800 euro tramite assegno che risulterebbe non incassato.

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