Proprio lui

Sarebbe bello se, per essere fieri di un figlio, bastassero solo pagelle e trofei da sventolare in giro.
Il bel voto, la parte da protagonista nella recita scolastica o il primo premio nella gara di corsa con i sacchi: tutto documentato da foto e filmati, da rivedere mille volte nel corso degli anni. E ogni volta sarà come ricevere una
carezza in quel momento, perché certi passati non passano mai.
Ma questa è solo la parte facile della questione: ci sono altre cose che devono accadere, affinché il cuore scoppi di orgoglio per questi ragazzoni che ci mettono a soqquadro casa, cercando qualcosa che invece troveranno dentro il telefonino.
Sono cose che succedono ogni giorno, in un angolo recondito della loro giovane personalità, impossibili da fotografare per mostrarle a parenti e amici. Però, osservando bene, le possiamo intravedere nei loro occhi quando guardano il telegiornale, si indignano, scelgono da che parte stare e smettono di fregarsene, anche di una faccenda che non li riguarda direttamente.
A volte ripenso con nostalgia agli anni passati sulle panchine della villa comunale a confrontarmi con le altre mamme, dipanando matasse di sentimenti che, una volta condivisi, smettevano di essere confusi e diventavano un canto corale.
Era piacevole e rassicurante stare insieme, mentre i bambini giocavano a rincorrersi felici.
Felici lo eravamo anche noi, di quei momenti che scorrevano veloci tra una risata, la rivelazione di un trucco per smacchiare le tovaglie, un caffè bevuto in allegria e un consiglio da dare e ricevere.
Gli anni sono passati, i bambini sono cresciuti e noi, prese da altro, ci siamo disperse. Anche volendo, non riusciremmo più a confrontarci, perché i nostri figli sono diventati ragazzi unici, singolari, diversi anni luce fra di loro, proprio come lo siamo tutti noi genitori, che su quelle panchine ci illudevamo ci fosse un’unica ricetta per fare le cose bene e non sbagliare mai.

Diventa ogni anno più difficile dedicare a mio figlio qualche riga di auguri per il suo compleanno, perché ormai è grande, con un’immagine da preservare e un bel po’ di privacy che mi tocca rispettare.
In questi diciannove anni ho scritto chilometri di parole per lui, trovarne di nuove sarebbe difficile e forse superfluo.
Sono sicura che tutte le madri del mondo capiscano ciò che intendo quando affermo che, quando vedo mio figlio felice, non riesco a distinguere se, a piacermi di più, sia il suo sorriso o il fatto che sorrida.
Non mi sono inventata niente, non ho nessuna strofa da aggiungere all’infinito e struggente canto d’amore materno, iniziato il primo giorno della storia dell’umanità.
Davide è bello e speciale, esattamente come lo è ogni altro scarrafone per la sua mamma.
Però mio figlio è lui. Proprio lui. E, se avessi potuto scegliere, avrei voluto lui. Proprio lui.

Quell’asparago che mi fa stare in apnea ogni sabato notte, che mi nasconde dentro i suoi abbracci forti e che tiene in ostaggio il mio buonumore.
Come potrei sorridere, quando lui non sorride?
Come potrei non essere triste, quando lui è triste?
In questo momento me lo immagino dentro il banco di scuola, troppo piccolo per lui, con i talloni piantati a terra per rallentare la corsa del tempo.
Il trampolino è vicino, ci sarà il salto e poi l’ignoto: il futuro da costruire.
Mi piacerebbe dirgli che andrà tutto bene, ma non posso, perché non lo so.
Per essere uomini, non basta avere l’automobile, la barba e l’età per bere alcolici: bisogna fare quel salto e, per farlo, è necessario districarsi tra difficoltà, spinte, cadute, consigli e scelte che noi adulti vorremmo fare al posto suo, perché con tutta l’esperienza che abbiamo sulle spalle, ci sentiamo capaci di non sbagliare.
Non questa volta. Non a questa età. Non quando la decisione non riguarda noi stessi.
Non ho idea di cosa farà Davide della propria vita, ma so che potrebbe fare tutto, se solo lo volesse: mi ha dimostrato tante volte questa sua capacità.
Spero che maturi, che diventi uomo, conservando però sempre quella scemità che riempie e riscalda tutte le stanze di casa.
Soprattutto spero che continui a far molliche quando mangia, così potrò sempre seguire le tracce e trovarlo, per dirgli che sono fiera di lui: di quello che vedo nei suoi occhi, che mi fa sognare su quello che sarà.
Buon compleanno Davide.

gRaffa
Raffaella Di Girolamo

2 Commenti su "Proprio lui"

  1. ❤️
    Buon compleanno meraviglioso ometto!
    ❤️

  2. veramente buon compleanno. e auguri e complimenti per il pezzo alla tua meravigliosa mamma

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