Proteggersi con una app

Il logo è azzurro e verde, da non confondere con le altre app che hanno lo stesso nome – comunicare per proteggere – perché questa è calibrata e dedicata solo alla Valle Peligna e a quella Sirentina, grazie all’adesione di quattordici Comuni e della fu Comunità montana della zona subequana. Scaricabile gratuitamente sui store di Apple e Google (a seconda del telefono) l’applicazione presentata oggi a Sulmona, al termine del progetto che ha visto il capoluogo peligno capofila di un finanziamento regionale da 70mila euro, è di quelle utili e che ognuno dovrebbe avere sul proprio dispositivo. Niente balletti e intrattenimenti futili: la nuova app è infatti uno strumento di protezione civile che dalla protezione civile sarà usato per comunicare alle popolazioni cosa fare, dove andare e come comportarsi in caso di emergenza.

Dalla pandemia ai terremoti, dagli incendi ai rischi ferroviari, dai dissesti idrogeologici alle strade interrotte per lavori, alle precipitazioni nevose. Una notifica avvertirà l’utente sul livello di rischio e sui comportamenti da adottare, mentre per gli addetti ai lavori sarà uno strumento immediato di comunicazione interna.

Le informazioni saranno caricate direttamente dai singoli Comuni che hanno aderito al progetto e tra queste manca ancora a Sulmona il Piano di emergenza aggiornato che, assicura la sindaca Annamaria Casini, sarà caricato a breve, non appena cioè, tornato dalla Regione, il Piano sarà approvato definitivamente al prossimo consiglio comunale.

Rischi e non solo: nell’app saranno inserite anche notizie di servizio, eventi culturali e turistici, concerti e appuntamenti territoriali.

“Oggi si conclude questo progetto – ha detto la Casini – ma in realtà si apre una nuova pagina del servizio di protezione civile, basato sul rapporto stretto del territorio, la rapidità e precisione di informazioni, la collaborazione tra i diversi centri operativi comunali”.

Il progetto, oltre alla fase finale dell’app, ha previsto un lungo percorso formativo e istituzionale e l’installazione della cartellonistica nei diversi centri che vi hanno aderito.

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