Qualità dell’aria e Centrale Snam: decisioni sotto accusa, Di Girolamo presenta una interrogazione

Una senatrice insoddisfatta Gabriella Di Girolamo, insoddisfatta da quanto venuto fuori lo scorso 25 febbraio a Bazzano, in occasione della riunione istruttoria conclusiva della conferenza dei servizi convocata per la costruzione della centrale di compressione Snam a Case Pente.

La senatrice, perciò, ha presentato una interrogazione parlamentare al ministro dell’Ambiente Costa: “Ribadisco la mia contrarietà all’intera opera che, oggi più di ieri, ritengo inutile e dannosa per il nostro territorio” dichiara in una nota.

Nell’interrogazione Di Girolamo chiede, quindi, di sapere quali misure saranno messe in campo circa il monitoraggio dell’aria a tutela della salute dei cittadini della Valle Peligna e di capire come colmare le lacune esistenti tra quanto deciso a Bazzano e quanto, in realtà, richiederebbe la valutazione di impatto ambientale (Via).

Le falle su citate, infatti, sono quelle esposte nell’ultimo incontro dai Comitati cittadini per l’ambiente. Le obiezioni, in particolare, sono riferite al numero delle centraline previste per lo studio dell’aria, solo due invece della “rete” prevista dalla Via. Per di più situate in due luoghi che, riporta la senatrice, non sono quelli ad alta concentrazione di inquinanti. E pensare che l’Organizzazione meteorologica mondiale prevede in questi casi studi lunghi 30 anni. Per la Valle Peligna non esiste niente di simile, anzi pare che i dati raccolti siano riferiti a due stazioni climatologiche parecchio distanti (Pescara e Avezzano).

Le riflessioni alla base dell’interrogazioni sono, quindi, due: “Per poter determinare i punti di massima concentrazione degli inquinanti, dove si devono effettivamente collocare le centraline di misurazione della qualità dell’aria, è necessario comparare i dati che scaturiscono dal modello matematico previsionale con i dati effettivamente rappresentativi dell’area oggetto di studio, diversamente i risultati prodotti non sarebbero affidabili” perciò, per avere una panoramica chiara sarebbe il caso installare almeno una stazione meteo che misuri le componenti del clima della Valle Peligna, in primo luogo le caratteristiche anemologiche, ovvero la velocità e direzione dei venti. La durata di acquisizione dei dati da parte della stazione meteo dovrebbe essere tale da produrre almeno un anno meteorologico ‘tipo’. Solo dopo sarà possibile individuare i punti in cui installare le centraline. Invece, si consente alla Snam – attacca Di Girolamo – di collocare subito le due centraline per la misurazione della qualità dell’aria, in siti non predeterminati in base ad inoppugnabili criteri scientifici, e di affiancare ad esse una stazione meteo che dovrebbe funzionare in contemporanea con le stesse centraline”.

Chissà cosa riserverà la risposta del ministro.

Simona Pace

 

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