Quattordicenne torturato in carcere: il padre denuncia gli odiatori del web

Il fascicolo aperto dalla procura della Repubblica di Sulmona per il pestaggio avvenuto nel carcere minorile di Casal del Marmo ai danni del quattordicenne detenuto con l’accusa di stupro nei confronti di una dodicenne di Sulmona, si arricchisce di nuove ipotesi di reato. Questa volta non a carico dei detenuti del minorile romano, né dell’istituto di pena, contro i quali il padre del ragazzino ha già chiesto di accertare le responsabilità, ma nei confronti di chi, lo sfogo e la denuncia del genitore, li ha commentatati con il solito odio da social.

“Adesso dove si trova ha incontrato i più forti, finalmente qualcuno che gli insegna il rispetto verso gli altri e soprattutto che cos’è un bullo. Non ti vergogni a difenderlo?”, “troppo poco quello che gli hanno fatto” e ancora “contento perché così ora capisce come vanno le cose nella vita”, alcune delle frasi che hanno ferito il padre del ragazzo.

Una valanga di commenti, diffamatori e minacciosi, che ora l’uomo ha fotografato a che oggi stesso porterà in procura per integrare la denuncia-querela.

Il fascicolo, intanto, almeno quello relativo ai fatti di Casal del Marmo, potrebbe essere nelle prossime ore trasmesso alla procura di Roma, competente territorialmente sul carcere minorile capitolino.

Una casa di reclusione dura dove il quattordicenne, ha raccontato venerdì scorso al padre che era andato a trovarlo, sarebbe stato torturato da altri detenuti più grandi con una spatola di ferro, oltre ad essere stato più volte picchiato e derubato in questo mese, e poco più, di detenzione.

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