Randagi avviato il trasferimento: cinque mesi e 30mila euro in più per completare l’operazione

Il trasloco dei randagi sulmonesi, dopo ritardi e rinvii, è finalmente iniziato ieri. I primi quattro cani sono stati prelevati dal canile di Collelongo, dove si trovavano dal luglio del 2024, per essere trasferiti in quello di Ortona che è gestito, almeno fino al 28 febbraio, dall’associazione Lida. Quella che si è aggiudicata l’appalto di cura dei randagi sulmonesi per un anno.

Il trasferimento, però, sarà lungo e costoso per il Comune di Sulmona, perché l’associazione animalista ha consegnato ieri al Comune anche il cronoprogramma dei trasferimenti che saranno cadenzati in un viaggio (per quattro cani) ogni quindici giorni. A conti fatti, considerando che a Collelongo sono rimasti 38 randagi dei 160 trasferiti nel 2024, ci vorranno circa cinque mesi perché l’operazione sia completata. Tant’è che l’ultimo carico, da cronoprogramma, è previsto il 22 giugno.

I tempi lunghi potrebbero significare però per il Comune anche maggiori costi, perché il gestore di Collelongo, la Comar, ha già fatto sapere a palazzo San Francesco, con tanto di pec, che non intende rinunciare ad un centesimo di quanto pattuito nel vecchio contratto: 6500 euro al mese, che i cani siano 160 o 4.

In sostanza il Comune dovrà pagare la Comar fino a giugno: oltre 30mila euro in più di quanto cioè era stato previsto. “L’appalto è a corpo non per singolo cane – chiarisce il gestore di Collelongo, Pino Corsi – fin quando ci sarà anche solo 1 cane qui ospitato il Comune dovrà pagare 6500 euro al mese. E’ lo stesso prezzo, d’altronde, che pagava quando c’erano oltre 100 esemplari qui”.

Il Comune è intenzionato a rifarsi sul nuovo affidatario, ma anche per questo il contratto è a corpo, ovvero 62mila euro per un anno (11 mesi e mezzo). Insomma non sarà facile far valere il risarcimento in sede legale, tanto più che con il trasferimento di ieri, di fatto, il Comune non potrebbe reclamare, come prospettato, un’inadempienza contrattuale.

C’è poi l’incertezza legata all’affidamento della struttura di Ortona: la Lida ne ha la gestione, in virtù di una proroga, fino al 28 febbraio, dopo di che, nel caso non dovesse avere un rinnovo (si sta espletando una gara) ci sarà il problema di dove portare i randagi per il resto dell’anno.

L’obiettivo resta quello di rimpatriare i randagi di Sulmona nel canile di Noce Mattei che, però, dovrà prima adempiere alle prescrizioni fatte dalla Asl che, secondo le previsioni del Comune, necessitano di almeno due mesi.

Ma i buoni propositi e le buone previsioni, è stato dimostrato, spesso sbagliano quando si tratta del canile di Sulmona. E il guinzaglio resta appeso…

12 Commenti su "Randagi avviato il trasferimento: cinque mesi e 30mila euro in più per completare l’operazione"

  1. Elisabetta Bianchi | 6 Febbraio 2026 at 00:29 | Rispondi

    che pena

  2. Senza parole

  3. Fidarsi di Sindaci Aquilani…

    • ma perche biondi fa anche il sindaco di sulmona?? non sa proprio con chi prendersela, giusto per dire qualcosa il suo commento. mi pare che il.problema canile risalga a molyo prima di questo sindaco che, per inciso, non ho votato.

  4. Come buttare soldi pubblici | 6 Febbraio 2026 at 08:50 | Rispondi

    ma, il comune di Sulmona ha qualcuno che redige e controlla i contratti che firma o li accetta e li firma a scatola chiusa?

    • dopo il dlgs 267 la responsabilita’ e’ totalmente in capo alle dirigenze e ai RUP mediqnte affidamwnti ai sensi del dlgs 36/2023. devono apporre visto di congruita’ e ne assumono la resppnsabilita. per altro l’ANAC censura i dipendenti pubblici che non utilozzano le procedure semploficate come ad esempio fanno ina gara quando invece la norma prevede l’affidamwnto diretto per lavori fino a 150 mila e pwr servizi (come nel caso specifico) funo a 140 mila

  5. Ecco, appunto, 6500 euro al mese, che i cani siano 160 o 4, a chi ha firmato quel Contratto capestro, ammesso che queste cifre e questa clausola corrisponde al vero e non sia una libera interpretazione del gestore marsicano, i trentamila € li scalassero dal suoi emolumenti.
    Il Responsabile Unico del Progetto (RUP) in Italia riceve un incentivo per le funzioni tecniche pari al 2% dell’importo dei lavori, servizi o forniture posto a base di gara, secondo il nuovo Codice Appalti.

    • la correggo leggermente. l’incentivo nella.misura del 2% lordi deve essere detratto il 20% che finisce nelle casse dell’ente per la informatizzazione e strumentaziine tecnologica da acquostare. non e’ piu’ calcolato sull’impprto posto a base di gara (senyenze della corte dei conti) con dlhs 36 sull’importo dei lavori e/o forniture ben diverso perche con tale modifica puo essere calcolato ancje sugli affidamenti diretti. ultima cosa, l’incentino nasce con la legge sugli appalti “merlono” nel lontano 1994. oggo a differenza di allora e per me sbagliato, hai jn limitr nel percepirlo masskml la retribjzione annuale mentre con il dlgs 50 patial.madsimo al 50% della retribuzione annuale. al tizio ALFIO che ha scritto che devo studiare… vorrei chiedere se abbia compreso…altrinenti sonk disponibile per qualche lezione

  6. Giordan studia le carte, altrimenti taci . Fai solo pessime figure.

    • sono pronto al confronto in qualdiasi momemto sull’argomento testo unico degli appalti. lei onvece argomenyi la sia affermaziine, se conosce il tema

    • legga sopra…. e la mia valutazione era riferita all’amministrazione che tale situazione non puo certo essere imputata alla attuale che, ripeto, non ho votato.

  7. I problemi di Sulmona, mammame’!

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