
Il mezzo non è autorizzato al trasporto e i cani di Sulmona restano a Collelongo. La storia infinita dei randagi sulmonesi ha segnato ieri un ennesimo capitolo di quella che ormai è diventata una barzelletta. La Lida di Ortona, che per ieri aveva annunciato il primo trasferimento di quattro cani, è stata infatti fermata dai carabinieri del Cites davanti ai cancelli di Collelongo, costringendo l’associazione, ma anche il personale del Comune di Sulmona che doveva soprintendere insieme alla Asl, a tornare a casa con un nulla di fatto.
I tempi, insomma, si allungano ulteriormente, tanto che il Comune lunedì farà partire una diffida alla Lida perché adempia entro la settimana al trasferimento di tutti e 39 i randagi con passaporto peligno da Collelongo ad Ortona, pena la rescissione del contratto per inadempienza.
Il cronoprogramma dei trasferimenti, più volte richiesto dal Comune all’associazione, non è mai stato fornito ufficialmente e solo ieri è stato comunicato al Comune che il “trasloco” si sarebbe fatto in tre viaggi: quello di ieri, che però è saltato, il 12 e il 26 febbraio.
Una forbice eccessiva, tanto più che formalmente la Lida ha le chiavi del canile municipale di Ortona fino al 28 febbraio, in virtù, tra l’altro, di una proroga all’affidamento scaduto a dicembre.
Se entro la prossima settimana la Lida non trasferirà tutti i cani, così, il Comune gli toglierà l’affidamento di un anno assegnato a gennaio e che avrebbe dovuto essere operativo dal 20 gennaio scorso.
Il Comune, intanto, fa sapere che i costi di questa gestione extra da parte della Comar di Collelongo, saranno detratti dai 60mila euro messi in budget per la Lida, sempre che conservi l’incarico.
In caso di rescissione del contratto, quindi, il Comune dovrà decidere se assegnare ad uno degli altri due concorrenti al bando (la stessa Comar o una società privata molisana) la gestione per un anno dei randagi o se procedere ad un nuovo bando.
Il tutto in attesa che il canile di Sulmona venga iscritto all’anagrafe regionale e si possa così procedere ad una gara pluriennale vera e propria. Prima, però, bisognerà adempiere alle ultime prescrizioni della Asl.
La storia infinita.
in tempo di magra, in una nazione con una crescita economica prossima allo zero tutto fa business anche i cani randagi
Bene i Carabinieri per i controlli, sarebbero stati necessari anche in passato per fermare quello che si è visto nel servizio Rai.Ad ogni modo le regole sono regole e vanno rispettate da chicchessia,per cui Lida si dovrà dotare di un mezzo idoneo e speriamo lo facciano in fretta per non lasciare i cani nelle condizioni vergognose che tutti abbiamo visto.Intanto l’odissea continua e i cittadini pagano.
business sui cani…. come siamo ridotti….
La vergogna infinita del canile di Sulmona.
Ma anche la LIDA di Ortona, dopo tante critiche mosse ad altri, si sta dimostrando della stessa pasta.