Ravara del Morrone, precetto e pignoramento al Comune inadempiente. E Pratola ottiene il finanziamento

Dopo due anni e mezzo dai fatti e uno e mezzo dalla sentenza, il Comune di Sulmona è rimasto immobile: nessuna messa in sicurezza, nessuna opera di prevenzione e neanche nessuna mano al portafoglio, neanche per pagare avvocati e spese legali che hanno avuto ragione in tribunale. Per la vicenda della “ravara” del Morrone, la frana – o meglio il fenomeno del debris flow – cioè che nell’agosto del 2018 travolse le proprietà dei Pantano e arrivò fino ad appoggiarsi sulle mura di cinta di due villette più a valle, è scattato ora il pignoramento nei confronti del Comune da parte degli avvocati Giovanni e Pietro Autiero che rappresentano i residenti della contrada Santa Lucia.

Un precetto che è teso a recuperare le somme dovute per le spese di lite (poco più di 4mila euro, per i quali sono stati già avviati i sequestri conto terzi), ma che soprattutto intima “a fare” quello che il tribunale ha ordinato e che il Comune non ha fatto: ripristinare l’originario andamento del Vallone Santa Lucia, rimuovere i detriti che ancora oggi cingono le due villette a valle, recuperare gli ulivi sepolti, effettuare la manutenzione e pulizia delle briglie di contenimento ed eventualmente integrarle, posizionare almeno tre barriere flessibili (reti) tra le barriere delle briglie e l’area a valle, per evitare eventuali nuove colate di terra, o di neve e ghiaccio in caso di slavina.

Ai proclami fatti all’indomani della tragedia sfiorata quel 16 agosto di due anni fa, infatti, è seguita nei giorni successivi solo una semplice demolizione dei massi più grossi scivolati a valle e neanche tutti, mentre per la prevenzione – oltre che per il ripristino dello stato dei luoghi – non è stato smosso un dito. Per un primo intervento era stata stimata una spesa di 200mila euro, una somma parziale, in verità, tant’è che nel piano delle opere pubbliche triennale appena modificato da palazzo San Francesco, sono stati previsti, ma solo il prossimo anno, 700mila euro in bilancio.

Eppure il tribunale, nella sentenza emessa ad aprile del 2019 aveva dato valore di immediata esecutività agli interventi, definendo con chiarezza le responsabilità del Comune che negli anni non si è occupato di mettere in sicurezza il suo territorio, neanche dopo l’incendio del 2017 che, secondo gli esperti, è stato tra i motivi del fiume di fango sceso a valle.

E che il pericolo sia ancora reale lo dimostra uno studio pubblicato ad aprile scorso dal dipartimento di Geologia dell’università D’Annunzio di Chieti-Pescara, che evidenzia l’alto rischio di fenomeni di debris flow e caduta di rocce su diversi punti del Morrone, proprio in seguito all’incendio del 2017. Uno studio che è stato letto e raccolto dall’assessora all’Ambiente del Comune di Pratola Fabiana Donadei, la quale proprio in base ai potenziali pericoli ha fatto domanda alla Regione per poter attivare un’operazione di monitoraggio e prevenzione. E così, neanche a farlo a posta, ieri la giunta regionale ha deliberato il finanziamento: 60mila euro che serviranno per installare dei sistemi di monitoraggio in grado di verificare l’impatto delle precipitazioni sulla tenuta geologica della montagna e in particolare del versante che minaccia la frazione di Bagnaturo, individuata come area sulla quale potrebbe sfogare il fenomeno. Un fondo al quale avrebbe potuto attingere anche Sulmona per mettere una pezza al non fatto finora. Avrebbe potuto, se qualcuno avesse letto quella relazione.

4 Commenti su "Ravara del Morrone, precetto e pignoramento al Comune inadempiente. E Pratola ottiene il finanziamento"

  1. mariotti gianni | 24 Novembre 2020 at 09:44 | Rispondi

    brava fabiana …..brava la di nino ……ne vorremmo tanti di pratolani a sulmona …..poche chiacchiere e molti fatti …….dovremmo solo vergognarci di noi stessi…..

  2. Complimenti all’amministrazione di Pratola Peligna…..che dire del comune di Sulmona quando in un corpo non funziona il cervello tutto il corpo ne risente come dire che poiche l’autorità il sindaco che governa non è all’altezza anche il comune non funziona.

  3. Tutto vero non funziona niente..lungi da me salvare la sindacatura Casini..ma perché prima funzionava qualcosa?? Mamma mè..sempre peggio nonostante che il sindaco ha il potere di cacciare i dirigenti come e quando vuole..nn raggiungono mai gli obbiettivi ma si spartiscono il premio produzione..un comune al totale sfascio sia politico che amministrativo..quindi de che vulemme parlà?

  4. francescovalentini1935 | 24 Novembre 2020 at 19:17 | Rispondi

    Ci voleva anche questa del Morrone per completare un quadro drammatico:mi chiedo se e’ possibile inanellare tanti infortuni amministrativi uno sull’altro con tanta gente che dovrebbe capirne piu’ di noi…”comuni mortali” :cosi’ va la vita.

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