Referendum, il Comitato per il SI: “Votare la riforma per una giustizia più giusta”

Con lo slogan “Ora o mai più” si è aperta questa mattina la conferenza stampa di presentazione del Comitato per il SI al referendum costituzionale sulla separazione delle carriere. L’evento svoltosi presso la Comuniteca in via Angeloni ha visto gli esponenti del neo costituito Comitato esporre le ragioni di una riforma che, sottolineano, “non vuole esprimere un voto pro o contro il governo Meloni ma a favore o contro una giustizia giusta”. Ad aprire l’evento Massimo Carugno che ai presenti ha spiegato il significato del SI, “votare per la riforma significa aprire una breccia nel sistema della giustiza dopo anni di proposte di legge affossate dall’immobilismo politico”.

Una riforma, per la quale si voterà il prossimo 22 e 23 marzo, che affonda le sue ragioni nella stessa Carta Costituzionale come ha spiegato Vittorio Masci insieme ad Alice Angelone e Giulio Mastrogiuseppe, tutti insieme per ribadire la necessità di un voto che “nulla ha a che vedere con la politica”. Al contrario di quanto dichiarato da chi, in tv e nei social, invita a votare NO contribuendo ad alimentare un grande equivoco. “Si dice che questa riforma non eliminerà i problemi della giustiza e che porterà a un pubblico ministero dipendente dal Governo – spiega Masci – ma non è vero. La magistratura resterà un ordinamento autonomo e indipendente, come previsto dalla nostra Costituzione”. A cambiare sarà la composizione del CSM, cavallo di battaglia dei sostenitori del NO che proprio sul Consiglio superiore della magistratura puntano per bloccare la riforma. “L’attuale Csm è un organo politicizzato per la presenza di varie correnti al suo interno che – continua Vittorio Masci – pensano a spartirsi le nomine. Un malcostume che può essere eliminato con il meccanismo del sorteggio, perché come la magistratura sorteggerà i suoi componenti, così farà anche la politica tra persone con un’adeguata preparazione”. Altra novità della riforma la previsione dell’Alta Corte disciplinare il cui compito è quello dirottrarre il potere disciplinare all’organo di autogoverno, un organo necessario, secondo Masci, se come riportato da Il sole 24Ore, il 96% degli esposti presentati nei confronti di magistrati vengono archiviati, senza espressa motivazione. “Questo è uno dei motivi per i quali sono proprio i magistrati migliori che vogliono questa riforma” conclude Masci.

Più personali invece le motivazioni di Giulio Mastrogiuseppe, per il quale è ancora vivo il ricordo della vicenda dei fondi POP che negli anni ’90 vide coinvolto l’amico Paolo Pizzola, “travolto da un’inchiesta che poi lo vide assolto ma che lo lasciò distrutto”. Da qui l’adesione a un Comitato che “preferisce fare un ragionamento oggettivo, centrando il problema piuttosto che buttarla in politica. Noi abbiamo bisogno di essere garantiti da un giusto processo e questo è possibile solo se il Pm che io definisco avvocato accusatore sia sullo stesso piano dell’avvocato difensore”. E se condivisibili appaiono alcune considerazioni di chi si dichiara contrario alla riforma, “quello che non si può accettare è che un referendum costituzionale venga fatto passare come un SI o NO all’attuale governo, a una parte politica, e non come quello che realmente è”. Una scelta sul futuro dei diritti dei cittadini.

Dello stesso avviso la giovane Alice Angelone, studentessa al terzo anno di giurisprudenza che sceglie di votare SI dopo aver letto le norme costituzionali. “La mia adesione di votare SI nasce da un approccio diretto, dalla lettura di una proposta di riforma che promette un sistema più trasparente della giustizia”. Antonio Di Bacco, Gianni Cirillo, Federica Zurlo e Alessandro Angelone, gli altri membri del Comitato per il SI che, da oggi alla data del voto, promette altri eventi “per portare avanti una campagna elettorale in punta di piedi, contando sui contenuti”. Come ribadisce Massimo Carugno in chiusura della conferenza stampa di presentazione di un Comitato nato per “portare i cittadini a un voto consapevole e responsabile”.

12 Commenti su "Referendum, il Comitato per il SI: “Votare la riforma per una giustizia più giusta”"

  1. ONESTA' onesta' | 6 Febbraio 2026 at 16:22 | Rispondi

    VOTATE SI….SPERANDO IN UNA GIUSTIZIA GIUSTA ED EFFICACE….

  2. Giacomo Faggioni | 6 Febbraio 2026 at 16:24 | Rispondi

    La riforma non va nell’efficientamento della giustizia, risorse e organico, (lo ha dichiarato candidamente il ministro) ma va nel controllo della magistratura da parte della politica (lo ha dichiarato candidamente lo stesso ministro rivolgendosi all’opposizione) che si troverebbe con il lavoro già fatto.
    È una riforma che non è solo
    incentrata sulla separazione delle carriere (che già esiste) ma va a modificare la struttura del CSM, mettendo a rischio, con il sorteggio dei magistrati, la neutralità e l’indipendenza della magistratura (conservando però la scelta politica della quota parte dei magistrati).
    La riforma va rigettata in toto, sia nella forma (nessuna discussione in parlamento, solo una votazione blindata) che nel contenuto (il magistrato che indaga soggetto alla politica … corrotta).
    VOTATE CONVINTAMENTE NO
    NO …. MILLE VOLTE NO

    • Gianluca Lavalle | 6 Febbraio 2026 at 17:27 | Rispondi

      COME la divisione del CSM – INVARIATO l’art. 104 Cost. sull’indipendenza della Magistratura – e il sistema del sorteggio POSSANO mettere a rischio l’indipendenza stessa, è qualcosa che i fautori del “NO” non riescono a spiegare in concreto, al di là del mero e costante enunciato di principio, e dunque il presunto rischio resta un teorema del tutto privo di fondamento.
      Manca, infatti, lo strumento giuridico perché il Governo, la politica ed il Parlamento possano “controllare” la Magistratura (ripeto: essendo invariato l’art. 104 Cost.).
      Semmai la riforma, proprio col sistema del sorteggio, crea maggiori difficoltà alla formazione delle correnti interne al CSM, che tanto danno hanno creato – stando a quel che s’è visto (ed immaginiamo quel che non s’è visto) – alla Magistratura, ai Magistrati che correttamente ogni giorno lavorano e soprattutto ai fruitori del sistema giudiziario, cioè a NOI TUTTI.
      Certo, a meno che Lei non ritenga – al di là dell’enunciato – di spiegare dettagliatamente, con norme alla mano (senza, ovviamente, riferire mere dichiarazioni altrui) il meccanismo attraverso il quale il presunto rischio verrebbe a realizzarsi.

  3. da sempre la giustizia non funziona, ora si propone un cambio, io mi sento di dare fiducia. io voto SI

  4. I nostri Padri Costituenti…tutto un altro livello rispetto all’attuale classe politica.
    Basterebbe solo leggere i nomi di chi furono gli scriventi di allora e confrontarli con quelli di adesso.
    Altra politica, altro spessore.
    Basta questo per votare NO.

  5. Cosa non è chiaro nella spiegazione data dal ministro stesso?
    La riforma NOn renderà la giustizia più efficiente o più veloce.

  6. votiamo compatti tutti SI i sinistroidi e pidioti hanno la memoria corta tempo fa erano loro che volevano la riforma della giustizia ora e stata proposta dal cdx e parte dei sinistroidi e pidioti votano no ste maledette zecche rosse comuniste rovina dell Italia e degli italiani

  7. Il ministro ha spiegato che sarà utile anche alla sinistra, quando governerà.
    Quindi alla politica in generale.
    E anche il ministro, in precedenza era contrario alla separazione delle carriere.
    Se lui può cambiare idea, potranno farlo anche gli altri, o no?
    Cerchi di ragionare da cittadino e non solo in base ai pregiudizi.

  8. Insomma un comitato con il fior fiore di costituzionalisti.

  9. Più giusta!!?? Per chi!!??

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