Rifiuti, l’impianto dell’umido a Sulmona

Alla fine sorgerà a Sulmona l’impianto per il trattamento dell’organico, quello cioè che avrebbe dovuto essere realizzato a Navelli ma che nel centro dell’Aquilano non è più stato fatto, nonostante i 50mila euro sborsati da Cogesa a titolo di caparra. Lo ha deciso il consiglio di amministrazione della società partecipata che ieri ha deliberato di bandire un avviso pubblico per la manifestazione di interessi al fine di trovare un sito idoneo per la costruzione dell’impianto.

“A Sulmona, ma non a Noce Mattei – precisa il presidente Nicola Guerra – perché quell’area è già carica di impianti. Ma una struttura per il trattamento dell’organico è indispensabile e rientra nel piano di investimenti della società”.

Il Cogesa cerca dunque un’area, anche se ci sarebbe già qualcuno interessato a mettere a disposizione lo spazio necessario. E sarà, come comprensibile, motivo di grandi malcontenti e proteste, perché quello per il trattamento del residuo umido è tra tutti l’impianto che crea maggiori problemi per emissioni di cattivi odori. 

Basti ricordare quanto accaduto in particolare (ma non solo) nell’estate del 2019, quando per il solo stoccaggio di qualche giorno della frazione umida a Noce Mattei i residenti della zona furono costretti a barricarsi in casa e presentarono un esposto alla magistratura. 

Resta aperta, poi, la partita della restituzione della caparra data alla Biofert per realizzare l’impianto a Navelli, operazione voluta dall’ex governance, ma ritrattata dal sindaco del centro aquilano nonostante una prima disponibilità mostrata in assemblea dei soci.

Quei soldi rischiano di andare persi e sarebbe un problema anche per la Corte dei Conti far passare l’operazione senza colpo ferire. Sono attualmente in corso trattive con la proprietà per risolvere il contenzioso, anche perché, vista la situazione finanziaria della partecipata, che porterà già da quest’anno un aumento della tariffa, non è il caso di buttare soldi in discarica, figuriamoci se “finta”.

19 Commenti su "Rifiuti, l’impianto dell’umido a Sulmona"

  1. Se l impianto Sarà fatto come prevede la legge non vedo dove sia il problema

    • Ma intanto la piattaforma ecologica è stata sbloccata? O è ancora sotto sequestro? Chiedo per un amico

    • E si ….Infatti il problema sarà per chi ci abita vicino ! Il problema è che il cogesa era nato per i bisogni di pochi comuni ! Ora invece sarà la pattumiera d Abruzzo non proprio il massimo per una città che ha puntato tutto su turismo e parco !

      • Se io compro terreni a 2 soldi vicino a na discarica e poi c facc la villetta il problema d k è? È nato prima l uovo o la gallina?

        • Nessuno camune d ‘ITALIA vuole discariche nel proprio comune solo a Sulmona si fa a gara per crearne nuove, territorio finito.

  2. pasquale d'alberto | 19 Febbraio 2021 at 06:43 | Rispondi

    Ti pare che non si sollecitava un “no”! Vorrei capire quando su qualche cosa si dirà “si” (e non, me lo consentirete, per allevamenti di capre!
    P.

  3. “… anche se ci sarebbe già qualcuno interessato a mettere a disposizione lo spazio necessario…”
    Speriamo che non sia il “ buco” di qualche cava aperta e mai ripristinata, onde evitare che l’inadempiente non solo risparmia sul reinterro del buco ma ci guadagna pure centinaia di migliaia di euro.
    Non è possibile trovare lo spazio nella Valle, la puzza sarebbe insopportabile per tutti da ogni angolazione,
    non possiamo diventare l’immondezzaio della Regione Abruzzo e non solo.
    È ora di dire basta.

    • bravo cittadino, hai colto nel segno. cave non ritombate! aprite gli occhi, non facciamoci fregare un’altra volta. occorre una mobilitazione cittadina! tutti insieme li cacciamo sia dagli scranni comunali che dalle municipalizzate!

  4. è necessario diventare la zona di trattamento umido d’Abruzzo? vergognatevi. da città del confetto a città della monnezza! che visione di territorio avete? NON E’ NECESSARIO diventare l’hub dei rifiuti solo per favorire alcune dinamiche!

  5. È sempre per seguire la “vocazione turistica” del territorio che lo si sta trasformando nella più grande discarica del centro Italia? Penso che questo piccolo particolare non sfugga al turista più attento, che fugge dalla città in cerca di un ambiente integro e di un territorio incontaminato. E mentre da una parte tutto può essere sacrificato in attesa del turista che arriva, dall’ altra si fanno scelte che vanno totalmente in un’altra direzione.

  6. Tranquilli,si farà,tutto come vogliono i politici di mezza tacca che ci rappresentano…ci meritiamo questo ed altro ancora…ah! Jamme mo …

  7. Una innocua domandina: ma per quale motivo il Sindaco di Navelli ha rinunciato alla realizzazione dell’Impianto? Grazie per una eventuale risposta.

  8. Per il semplice motivo che – nato come micro impianto di “ lombricoltura” (camuffato) da un’impresa privata, che a suo tempo attirò l’attenzione dei Forestali comandati da Guido CONTI, trascrivo cosa riscontrarono nelle indagini, dalla Rivista il Forestale N. 51 luglio – agosto 2009: “…in cui sono state documentate una serie di irregolarità. I camion ogni giorno portavano a spasso i fanghi depurati per essere distribuiti non solo in provincia dell’Aquila, nella zona della Piana di Navelli, ma anche in Puglia e in Toscana. Gli agenti della Forestale di Pescara, guidati dal Comandante Guido Conti, hanno individuato i titolari delle aziende di trasporto coinvolte e, indagando sui proprietari delle aziende agricole, è emerso che queste sarebbero state al corrente del traffico illegale di fanghi … indagando sui proprietari delle aziende agricole, è emerso che queste sarebbero state al corrente del traffico illegale di fanghi… l’uscita di enterobatteri in quantità superiore di 3.500 volte… zinco, cromo… tracce di mercurio… una presenza di idrocarburi, oli minerali e streptococchi…” – hanno capito che si sarebbe trasformato in una mega cloaca maxima visto il piano Regionale dei rifiuti che prevedeva un impianto di compostaggio di 23.500 tonnellate di umido.
    Quindi il Sindaco ha fatto marcia indietro per la sollevazione della cittadinanza, e nella delibera di consiglio comunale numero 14 del 18 maggio 2017 sono state individuate motivazioni contrarie di natura tecnica che trovano fondamento su aspetti di natura urbanistica, naturalistica e di opportunità per un territorio montano caratterizzato da una pregiatissima coltura: quella dello zafferano Dop dell’Aquila. Forse hanno chiuso gli occhi e “ SENTITO” il puzzo che avrebbe invaso l’altopiano.
    Ma per noi é diverso, non abbiamo motivazioni contrarie di NATURA TECNICA, ne URBANISTICHE, ne NATURALISTICHE o di opportunità di territori montani, e per di più non abbiamo “ pregiatissime colture o produzioni” … ma in compenso abbiamo le narici otturate e gli occhi ammantati… ormai ci possono far “digerire” di tutto.

  9. Sandro De Panfilis | 19 Febbraio 2021 at 15:54 | Rispondi

    Grazie a questi politici che siedono in Assemblea Cogesa la cui maggioranza delibera su nefandezze di questo tipo, così come sul buco di bilancio accumulato nella passata gestione di un milione e mezzo di euro. E ci sta in mezzo a loro, come maggior responsabile, in quanto presidente del Comitato di Controllo Analogo che si ricandiderà come Sindaca alle prossime amministrative.
    Sicuramente sarà un plebiscito…..

  10. proposte per sindaci | 19 Febbraio 2021 at 17:43 | Rispondi

    innanzitutto propongo la rotazione dell’organo tecnico, il direttore tecnico a mio avviso dovrebbe ruotare ogni 5 anni. altrimenti si crea inevitabilmente la zozzeria. poi propongo la riduzione dei poteri da statuto. si devono occupare solo di smaltimento rifiuti di un’area ben circoscritta, con divieto di prendere rifiuti oltre tot abitanti (fissare un tetto a max 50.000 abitanti). ridurre il volume di trattamento a 50 tonnellate giorno di organico.

  11. La solita musica ormai nota fare i fr…..i con il c….o degli altri.

  12. Una città grande come Sulmona senza isola ecologica da mesi UNA VERGOGNA
    Chiedo il ritiro ingombranti per 6 pezzi, mi dicono che sono troppi e devo spezzarli in due ritiri, il primo ritiro è stato fatto abbastanza presto, per il secondo è già trascorso più di un mese ed ancora niente, nonostante 4 SOLLECITI e un dialogo indignato e sterile col la responsabile
    UNA VERGOGNA
    Non ritirano più le batterie auto, ora che l’elettrico incrementa
    UNA VERGOGNA
    Non hanno mai attivato il ritiro di olio minerale per auto (il più pericoloso e inquinante per le falde acquifere) quanto è obbligatorio per legge e città più piccole lo danno come servizio
    UNA VERGOGNA
    Ci avevano chiesto un sacrificio per differenziare porta a porta con l’auspicio di vedere ridotta la tariffa, invece aumenterà
    UNA VERGOGNA

  13. vi posto questo link…. giusto per far capire che le cose a quanto pare si muovono da tempo….a cose fatte sarà difficile eventualmente contestare… leggete tutto e tutti :
    http://www.ambiente.regione.abruzzo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1682:progetto-variante-sostanziale-dellaia-n911-del-9122011&catid=4:procedura-via&Itemid=2

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