
La storia dura da una decina di giorni e, probabilmente, è destinata ad andare avanti ancora un po’. Almeno fino a quando i mezzi a disposizione di Cogesa non saranno sistemati e, probabilmente, fino a quando arriverà una nuova fornitura di costipatori e compattatori il cui contratto in leasing scadrà a fine gennaio.
Per il momento, però, sarà inutile, almeno nelle zone esterne al centro storico, affannarsi in piena notte per depositare il mastello dell’immondizia prima dell’alba, perché sulle strade i rifiuti sono destinati a rimanere fino al tardo pomeriggio-sera. Come avviene da dieci giorni.
Cinque mezzi fuori servizio della società dei rifiuti, infatti, hanno costretto il Cogesa a ridisegnare la mappa e soprattutto la cronologia del ritiro. Con i passaggi che spesso si protraggono a tarda sera, quando non saltano del tutto.
L’effetto non è proprio quello del decoro urbano auspicato, specie nelle zone periferiche dove insistono molti animali selvatici e randagi che sistematicamente rovistano nei mastelli e disperdono l’immondizia sulle strade.

Nel centro storico va un po’ meglio ma non troppo: il ritiro dell’immondizia e lo svuotamento dei mastelli viene spesso fatto in tarda mattinata, anche in strade centralissime come via Roma e via Mazara, con un effetto non proprio di città d’arte da restituire a residenti e turisti.
Bisognerà però abituarsi e prepararsi a cambiare abitudini, perché nella nuova gara europea che Cogesa sta predisponendo per il “full rent”, l’amministratore unico, Nicola Sposetti, ha intenzione di tirare la cinghia, anzi di “ottimizzare i costi – spiega -. Cercheremo mezzi più capienti che utilizzeremo tutto il giorno, prevedendo il ritiro anche nel pomeriggio. Questo ci consentirà importanti margini di risparmio su tutta la filiera, a spanne almeno 100-150mila euro. Ovviamente ne daremo ampia comunicazione all’utenza, quando la riorganizzazione del servizio sarà fatta su tutti e sessanta i Comuni serviti. Per il momento bisognerà pazientare un po’, in attesa che rientrino i mezzi che sono in manutenzione e che sono arrivati di fatto a fine vita”.
La gara full rent, fatta a fine 2019 tra mille polemiche e ricorsi, costata 7 milioni di euro per poco meno di una cinquantina di mezzi, scadrà a fine mese e per febbraio, prevede Sposetti, sarà indetta una gara europea per la sostituzione del parco auto.
C’è un però, però. Grande come una casa, anzi come oltre dodicimila case che sono a carico di Sulmona: “Il Comune di Sulmona deve dirci cosa vuole fare, fino a quando il Cogesa dovrà prestare il servizio – spiega Sposetti – perché è ovvio che nella gara europea che andremo a fare e che sarà pluriennale, dovremo calcolare il numero dei mezzi necessari e per quanto tempo. Se cioè dovremo prevedere mezzi per Sulmona fino a dicembre o meno. Ed è un’informazione che ci serve subito, perché in vista della scadenza del vecchio contratto faremo una proroga, ma sarà una proroga a brevissimo termine, anche perché, come si capisce dai disagi di questi giorni, il parco auto è arrivato a fine corsa e va cambiato al più presto”.
Rimettete anche i secchi grandi pubblici per chi non sa dove buttare le buste di immondizia.
Non è possibile averli tolti! La differenziata ok ma è ridicolo non avere più grandi secchi indifferenziati per le urgenze
qualcuno sa spiegarmi per quale ragione il centro raccolta di Sulmona è aperto solamente 3 mattine a settimana mentre altrove come Castel di Sangro è aperto dal lunedi al venerdi, il sabato e addirittura la domenica pomeriggio?
dipende dalla convenzione stabilita inoltre il cdr di sulmona è un sevizio fatto a gratis dal cogesa a differenza di castello cmq tranquillo mo che arriva il privato altro che tre giorni lo chiudono definitivamente e se rimarrà aperto cominciate a preparare ad esibire la tari per scaricare una bustina altro che camion e svuota cabtine a gratis
anche nella vicina pratola il CDR è quasi sempre aperto e gratis quindi….
il comune non paga a differenza di pratola
a pratola se non porti l ultima tari non scarichi ed è un servizio che il comune paga alla società a differenza del cdr di sulmona
mo vedi che è il cogesa a farci un favore a noi contribuenti che paghiamo la tari. speriamo nel privato e ciaone a tutti.
FATE LE ISOLE ECOLOGICHE….COSTANO MOOOLTO MENO…BASTA BUTTARE I SOLDI DELLA COLLETTIVITA’ AL CESSO….SVEGLIAAAA
Pienamente d’accordo sulle isole ecologiche. La raccolta porta a porta è una stronzata mega galattica, che costringe la gente a tenersi l’ immondizia in casa, come nel mio caso sacchi di pannoloni per una settimana, tanto che non so più dove metterli. Con le isole ecologiche piazzi i bidoni e ovviamente un adeguato sistema di video sorveglianza, ritiri tutto tutti i giorni, in modo da non fare mini discariche a cielo aperto, come quelle che si vedono in giro adesso e non poche, e soprattutto seppellisci di multe quelli che non differenziano, che puoi facilmente identificare con le telecamere. Allo stato attuale c’è parecchia gente, soprattutto anziani che la differenziata non la fa e getta il sacchetto della spazzatura nel primo bidoncino che trova vicino casa o la scarica accanto a quella del vicino. In giro si vedono scene da terzo mondo, rifiuti ovunque. Se si denunciano certe situazioni spesso chi di dovere ovvero Asl e Polizia locale promettono interventi che poi non ci sono. Il vero problema non sono i rifiuti e come gestirli, l’ amministrazione comunale o il sindaco, ma una generazione di dipendenti pubblici e affini, al comune, alla Asl, anche tra le forze dell’ ordine, in particolare vigili del fuoco e polizia locale che passa le giornate a girarsi i pollici, che invece di aiutare il cittadino nella risoluzione di un problema crea ostacoli su ostacoli, che spesso è mal disposta e che di fronte alle lamentele scarica sempre ad altri le responsabilità. A Sulmona siamo nelle mani di un esercito di piccoli burocrati che stanno lì solo per intascare lo stipendio a fine mese, che rendono problematica anche l’amministrazione e la gestione di una piccolissima cittadina, che queste problematiche non dovrebbe proprio conoscerle.
Grande Luca …. hai colto nel segno d’altronde basta guardare Corso Ovidio con i relativi ristori la mattina….
Ma se si vuole fare ancora meglio, basta copiare le isole ecologiche installate a Fermo, nelle Marche, dotate di telecamere, una card che identifica l’utente e che rilascia una ricevuta con codice a barre distinta per tipologia di rifiuto conferito da apporre al sacchetto, e una bilancia, che una volta effettuata la pesa apre il relativo sportello di deposito. E l’utente risparmia.
Fermo dista poco più di 150 km, copiate il meglio, e non “scatolette ” inutili.
A Castel Di Sangro ci sono i suddetti cassoni con tessera e telecamere (no pesa). Una svolta, soprattutto per chi ha una seconda casa vissuta solo il weekend.
Chi ha paura di installare cassonetti ” intelligenti ” con la relativa pesatura del rifiuto conferito?
Forse gli ” scienziati di parte ” che ci hanno portato ad aumenti costanti delle bollette TARI, facendoci pagare l’immondizia su parametri legati ai metri quadri delle abitazioni, box/posto auto, cantine… includendo persino le soffitte… e nel caso di utenze domestiche, oltre alla superficie dell’immobile si tiene conto anche del numero di occupanti.
Con questo sistema, ci sfilano i soldi dalle tasche a prescindere da quanta monnezza effettivamente produciamo e conferiamo.
E, nonostante l’alta percentuale di differenziata prodotta da noi utenti, continuano ogni anno ad aumentarci le bollette TARI.
Sempre più assunzioni, sempre più spese per i mezzi, per le qualifiche del personale, per le consulenze.
Siamo diventati il bancomat dei Comuni e delle aziende municipalizzate, in house e non, ed è forse per questo che si ha paura della raccolta dei rifiuti, previa relativa pesatura.
la cosa migliore è rimettere i cassoneti nelle strade come una volta. la raccolta a domicilio è peggio e molto più costasa. si può fare la differenziata anche con i cassonetti stradali
i cassoni stradali sono piu comodi e si risparmia. e si puo fare la differenziata. Abolire il porta a porta.