Riunione di commissione online, bagarre in Comune

Si è alzata la temperatura in Comune oggi in seguito alla convocazione di una riunione della 1° Commissione consiliare in cui si discutevano due ordini del giorno legati a debiti fuori bilancio per ex dipendenti e variazione di bilancio d’urgenza per l’assunzione di personale. La consigliera Bianchi di Fratelli d’Italia ha accusato sindaca e presidente di commissione Ramunno di non aver adeguatamente pubblicizzato la convocazione della seduta e per questo ha annunciato che si rivolgerà dal prefetto. La contestazione ha avuto anche uno scontro verbale acceso nella stanza della sindaca in Comune dove erano presenti Casini e Ramunno e dove Bianchi ha minacciato di chiamare i carabinieri, ma andiamo con ordine.

Venerdì sull’albo pretorio del Comune di Sulmona è stata pubblicata una nota avente ad oggetto “Convocazione della 1° Commissione Consiliare per il giorno 02 novembre p.v. alle ore 12.30”, senza allegato e quindi con l’impossibilità per i cittadini accedere alla riunione. Bianchi evidenzia come il Comune abbia inoltre individuato la piattaforma Civicam per lo svolgimento delle sedute online, che però oggi non è stata utilizzata. Per la piattaforma, il Comune spende annualmente poco più di 2000 euro oltre che aver speso 500 euro per la dovuta formazione. Bianchi sottolinea come la riunione non sia stata adeguatamente pubblicizzata sulle altre pagine istituzionali del Comune. Niente era infatti stato pubblicato su Facebook o sulla sezione del sito del Comune dedicata alle riunioni virtuali di consiglio, capigruppo e commissione.

Bianchi sottolinea come la circolare del Ministero degli Interni non obbliga all’utilizzo dello strumento digitale per le riunioni delle commissioni, che sono invece solo raccomandate. Nella stessa circolare si rimanda all’Ente la decisione di convocare in presenza o virtualmente la seduta. Qui Bianchi sostiene che spettava all’Ufficio di presidenza o semmai alla conferenza dei Capigruppo la convocazione online, non al presidente Ramunno e definisce la sua scelta un “sopruso”. “Civicam non è stata utilizzata, è stata diversa la modalità e questa ha avuto una opaca trasparenza” conclude Bianchi.

Ramunno dal canto suo definisce “pretestuose” le affermazioni di Bianchi perché il link era pubblico – nel senso che era in possesso della Bianchi e degli altri consiglieri e questi avrebbero potuto divulgarlo pubblicamente. Certo c’è da dire che non spetta alla consigliera Bianchi né agli altri consiglieri pubblicizzare i link delle riunioni delle commissioni. Se un Comune vuole essere realmente trasparente deve comportarsi di conseguenza.

S.M.

1 Commento su "Riunione di commissione online, bagarre in Comune"

  1. La fine di avvicina….. quest’anno sarà il vostro ultimo panettone che mangerete da amministratori.

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