
Arriva l’assoluzione, con formula piena, anche in secondo grado per Giancarlo Iarussi (ex sindaco di Rivisondoli), Roberto Ciampaglia (suo vice) e l’avvocata Tania Liberatore, imputati per l’ipotesi di reato di tentata estorsione. Il fatto non sussiste per i giudici della Corte d’Appello dell’Aquila, i quali hanno confermato nella sostanza la sentenza emessa dal giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Sulmona, nel dicembre dello scorso anno.
I tre erano finiti alla sbarra con l’accusa di aver richiesto ventimila euro a quattro persone, di cui una condannata nei tre gradi di giudizio per la costruzione di una scala di accesso, alla propria abitazione, sulla strada pubblica senza alcun titolo di proprietà. A nulla è valsa a supporto dell’accusa la registrazione fornita della riunione in Aula Consiliare.
Gli imputati hanno fatto valere le proprie ragioni, spiegando di aver agito per l’interesse dell’ente comunale. A sostegno della difesa c’è l’ampia documentazione fornita e che quell’incontro, in aula consiliare, finalizzato alla transazione, avvenne in presenza di altri amministratori.
Durante la fase cautelare, la Corte di Cassazione aveva dichiarato inammissibile il ricorso della Procura di Sulmona, che aveva chiesto ai giudici di ripristinare la misura dell’obbligo di firma, applicata inizialmente dal Tribunale e revocata dal Riesame dell’Aquila.
La Cassazione aveva anche rigettato il ricorso contro la revoca della misura interdittiva di Ciampaglia. Oggi, con le tre assoluzioni, si chiude il procedimento di secondo grado.
… che storia triste, anche se andata a buon fine…
Ora… una domanda sorge dal profondo del cuore… chi risarcirà i notevoli danni professionali, umani e familiari arrecati a queste persone?