Roccacasale, quadro con Mussolini esposto nell’aula consiliare

L’associazione Un Solo Pianeta e il collettivo Altrementi Valle Peligna hanno chiesto al Sindaco di Roccacasale, Enrico Pace, di rimuovere dall’aula consiliare del Comune un quadro del 1937 che celebra le guerre del regime fascista.  L’annuncio dell’affissione del quadro è stato dato, con enfasi, dal vice sindaco Agostino De Simone il quale in un post ha scritto : “Anche ai Roccolani Legionari in terra di Spagna si rende Onore, presso la sala consiliare del Comune”. Nel quadro compaiono le foto dei cittadini di Roccacasale che hanno combattuto nella guerra di Spagna e nell’Africa Orientale Italiana. In alto spiccano però le foto di Mussolini, di Vittorio Emanuele III e dei generali Badoglio e Graziani, protagonisti di uno dei periodi più bui della storia italiana.

Scrivono AltreMenti Valle Peligna e Un solo pianeta: “Ricordiamo al sindaco di Roccacasale che la Repubblica italiana è nata dalla Resistenza al nazifascismo e che quel quadro costituisce una apologia del regime che per venti anni ha tolto la libertà al popolo italiano e che ha trascinato il nostro Paese nella grande tragedia della seconda guerra mondiale. La guerra di aggressione all’Etiopia e la partecipazione delle camicie nere in appoggio al fascista Franco in Spagna non rappresentano un onore ma una vergogna per l’Italia. I due generali raffigurati nel quadro, Pietro Badoglio e Rodolfo Graziani, furono inseriti dall’ONU nella lista dei criminali di guerra ma non furono mai processati. Badoglio e Graziani, su ordine di Mussolini, impiegarono su larga scala , sia sui combattenti etiopi che sulla popolazione civile, il micidiale gas iprite, vietato dal Protocollo di Ginevra del 1925. Badoglio e Graziani attuarono in Etiopia una politica di terrore e di sterminio, incendiando numerosi villaggi, bombardando ospedali e procedendo a massacri indiscriminati. Badoglio, inoltre, è tra i firmatari del manifesto della razza del regime fascista e Graziani fu il responsabile del bando con cui venivano condannati a morte i partigiani e i renitenti alla leva”.

Oltre a togliere il quadro, Un Solo Pianeta  e Altrementi Valle Peligna hanno chiesto al Sindaco di Roccacasale di ricordare degnamente, e in modo tangibile, la memoria dei quattro pastori – tre di Roccacasale, i fratelli Giuseppe e Antonio D’Eliseo e il loro nipote Antonio Taddei, e uno di Pratola Peligna, Giuseppe De Simone – trucidati dai tedeschi il 20 ottobre 1943, davanti al cimitero di Sulmona, per aver aiutato i prigionieri anglo-americani fuggiti dal campo di concentramento 78 di Fonte D’Amore.

21 Commenti su "Roccacasale, quadro con Mussolini esposto nell’aula consiliare"

  1. Che vergogna

  2. Maria Antonietta Nardecchia | 20 Gennaio 2020 at 6:49 pm | Rispondi

    Mi unisco alla richiesta di ricordare i quattro pastori che furono fucilati al cimitero di Sulmona, la cui unica colpa era quella di aver dato da mangiare ad alcuni prigionieri fuggiti dal Campo di concentramento della Badia.
    Il sindaco di Roccacasale fa la figura del marziano: non conosce la storia del fascismo che ci ha tolto la libertà, ci ha portati in guerra , peraltro fidando sugli otto milioni di baionette!!!

    • La storia va letta a 360 gradi | 20 Gennaio 2020 at 7:35 pm | Rispondi

      Ci parli dell’eccidio di Schio. In guerra non esistono buoni o cattivi, tutti si macchiano.

      • Quindi funziona così? “Tutti colpevoli, nessun colpevole”. Volendo sorvolare sull’evidente inconsistenza della cosa partiamo da un punto comune, uno a caso, la Costituzione italiana repubblicana e antifascista: la risposta viene da sé

        • La storia va letta a 360 gradi | 22 Gennaio 2020 at 9:15 am | Rispondi

          Mi scusi, ma come ci siamo liberati dai fascisti? con i fiori nei fucili? oppure la resistenza con armi in pugno ha ucciso altri essere umani? togliamoci il prosciutto dagli occhi.

  3. L Italia è ridotta male. Da nord a sud, passando per il centro, si moltiplicano gli episodi di apologia del fascismo e di rivalutazione irresponsabile dell’ infausto ventennio. E il brutto è che non se ne vede la fine

  4. Beh, del sindaco di Roccacasale si può dire tutto, tranne che sia fascista e/o di destra.
    Prima di giudicare e bollarlo come ignorante, io personalmente (voi fate come volete) aspetterei di sentire la sua “campana”, anche per capire i motivi che lo hanno portato ad autorizzare l’esposizione del quadro in questione.

  5. Il quadro rende onore ai soldati Roccolani che hanno combattuto per la Patria.
    Poi che vengano raffigurate personalità all’epoca al capo della Nazione… beh ragazzi, questa è STORIA, e non è possibile cancellarla..!!
    Bella o brutta che sia.
    Rinnegare il passato equivale a rinnegare se stessi.

    • Nessuno vuole cancellare la storia: ma mischiare le motivazioni di quelle due guerre (Etiopia e Spagna), l’effigie del “Macellaio del Fezzan” (per tacere degli altri) con il “combattere per la Patria” non rende onore proprio a nessuno, di sicuro non alla Patria.

    • Caro Giulio, per completezza storica I legionari in Spagna ed in Etiopia erano tutti volontari e di scarsissima estrazione sociale,se,(conoscendoci tutti in questi paesi) provenienti da famiglie che affrontavano tristi e severe povertà, quindi sono andati in guerra soltanto per prendere una buona paga, e non per spinta ideologica a servizio di una politica che neanche comprendevano in quanto tutti semianalfabeti. Lo stesso in Russia erano tutti volontari e mercenari della propria Patria,partiti solo perché la paga era 9 volte superiore a quella del soldato negli altri fronti. In un ambiente non dissimile dall’odierno se il bacino di reclutamento nell’esercito e nelle forze dell’ordine è al di sotto di un non elevato livello culturale e di bisogno sociale. La Storia reale è questa almeno se la storia non è retorica come può esserlo un’opera d’arte od una composizione fotografica. Esiste letteratura abruzzese di famosissimi libri di Ignazio Silone ove descrive i pianti e le strascinature delle povere madri contadine di ragazzi marsicani costretti a farsi legionari per fame e partire sia per l’Etiopia che per la Spagna. Basta leggere Silone.

      • Non è possibile ora catalogare chi per puro spirito patriottico e chi per una mera questione economica (data dalla necessità del momento e non per avidità, ovvio).

        Resta il fatto che hanno combattuto per la Patria, ed io mi sento in “dovere” di rendere merito.

  6. Onore a chi ha combattuto per la patria?
    Fuori dei nostri confini a combattere contro la democrazia in Spagna e contro un popolo sovrano in Etiopia!

  7. Vorrei far notare sommessamente che il generale fascista citato nell’articolo, che riporta il meritevole comunicato delle due associazioni, si chiamava RODOLFO GRAZIANI e non Augusto Graziani (1865-1944) essendo quest’ultimo il nome di un autorevole economista di origini ebree e perseguitato dal regime fascista. Cari e cordiali saluti antifascisti.

  8. grazie per la correzione

  9. Davide gasparini | 21 Gennaio 2020 at 5:09 pm | Rispondi

    Concordo ampiamente fatta eccezione per l’onore chesi deve portare agli italiani che vombatterono contro gi disumani anarco-comunisti in Spagna. La guerra civile spagnola, infatti, non venne combattuta dai buoni contro i cattivi, ma da pessimi, gli amici di Stalin; contro i cattivi amici di Franco.

  10. La differenza sta su chi ha voluto la guerra e su chi ha introdotto un regime violento nel paese…o credi siano quisquilie???

  11. Ma pensate alla dittatura che abbiamo oggi questa è una vergogna! No la storia! Svegliatevi che vi stanno coprendo di merda!

  12. La storia va letta a 360 gradi | 22 Gennaio 2020 at 9:23 am | Rispondi

    Per i cosiddetti antifascisti, secondo voi la democrazia si esporta con le fucilazioni? perché di questo stiamo parlando!!!!! La fucilazione di Mussolini è esempio di democrazia? è esempio di libertà? il carcere a vita o i lavori forzati non andavano bene? Cortesemente spiegateci questo

    • Sempre per modello di democrazia (ma perché no, anche di dittatura) nonchè di coerenza, poteva inserire a prova di confronto le “uccisioni” di Giacomo Matteotti, don Giovanni Minzoni, dei fratelli Rosselli, Giovanni Amendola, Piero Gobetti e di chi anche “indirettamente” fu ucciso come Antonio Gramsci e Piero Gobetti, e la lista ovviamente continua.
      Forse mi sbaglierò, ma la dittatura e la guerra esprimono forme e contenuti ben diverse l’una dall’altra e non possono essere confrontabili tra loro, anche se certamente connesse negli accadimenti storici e questa è la mia risposta.
      Ora a lei un’altrettanta cortese “democratica” risposta.

  13. Tutti si sono macchiati di sangue nel bene e nel cattivo esempio..che la storia non la può cambiar nessuno. Questo è il brutto.che queste anime riposano in pace…

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