Saldo e stralcio, si apre una voragine nei conti del Comune

Festeggiano gli evasori, per necessità o per “virtù”, e piangono, piangeranno presto, i servizi: le buche in strada, i fondi del sociale, quelli per la cultura e chissà cos’altro. La legge finanziaria che ha deciso il saldo e stralcio e la rottamazione delle cartelle esattoriali, è destinata ad avere ripercussioni pesanti sugli utenti dei Comuni e in particolare su quello di Sulmona, dove il “giochetto” del governo gialloverde rischia di creare un buco in bilancio di centinaia di migliaia di euro.
Il conto preciso gli uffici lo devono ancora fare, ci vorrà qualche settimana dicono, ma di certo le poste messe in bilancio come recupero dei crediti vantati dovranno essere aggiustate in fase di bilancio consuntivo in modo consistente. Due o trecentomila euro almeno, secondo una prima valutazione a spanna, che dovranno essere ripescate nelle pieghe di un bilancio che già non vanta grandi numeri.
La sanatoria fatta dal governo centrale ha infatti già cancellato in automatico migliaia e migliaia di debiti (tutti quelli dal 2000 al 2010 sotto i mille euro) che i contribuenti avevano con il Comune: Tari, Ici, Imu, Tosap, ma anche multe e piccoli contenziosi. Una cifra consistente perché a Sulmona i ruoli aperti erano tanti e che al momento non è stata neanche conteggiata con esattezza, ma che rappresenta una bella fetta delle entrate previste dall’ente. Che anche se erano inesigibili, comunque servivano come copertura finanziaria.
A queste, già sparite virtualmente dalla cassa, vanno aggiunte le cifre che verranno meno dalla rottamazione ter, ovvero l’altra grande sanatoria che prevede l’abbattimento dal 16 al 35% dei debiti contratti con la fiscalità tra il 2000 e il 2017, sia quelli delle imposte, sia quelli nei confronti dell’Inps. Per questa seconda fase, che non sarà in automatico, ma per accedere alla quale bisognerà fare domanda entro aprile, la legge (entrata in vigore qualche giorno fa) prevede l’abbattimento del debito a seconda delle fasce Isee di reddito. In particolare chi ha una fascia Isee sotto gli 8.500 euro avrà diritto a pagare solo il 16% del suo debito reale, senza calcolare cioè neanche gli interessi di mora e le spese legali (già sostenute dal Comune) per le esecuzioni. Una percentuale che si alza di poco, al 20%, per chi ha un reddito Isee fino a 12.500 euro e al 35% per chi ce l’ha fino a 20mila euro.
“I calcoli dobbiamo ancora farli – spiega l’assessore al Bilancio, Stefano Mariani – ma prevediamo cifre considerevoli che cercheremo di coprire come possibile, ma che inevitabilmente andranno a pesare sull’erogazione dei servizi delle spese correnti”.
In realtà c’è un fondo di rischio a disposizione che dovrebbe rendere meno pesante il buco per i servizi pubblici, ma di fatto il saldo e stralcio svuoterà comunque le casse del Comune.
Perché poi la coperta quella è: il governo ha deciso di coprire gli evasori e lasciare scoperti i Comuni.

1 Commento su "Saldo e stralcio, si apre una voragine nei conti del Comune"

  1. Il governo, con una mano si fa bello concedendo il saldo e stralcio, e con l’altra fornisce ai comuni la possibilità di aumentare i tributi, eliminando il blocco delle aliquote dei tributi locali introdotto con la legge di Stabilità del 2016. Indovinate come andrà a finire…..

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