
A Charles Bukowski le statistiche non erano particolarmente gradite, tanto da ironizzarci sopra con la celebre frase sulla sindrome della testa nel forno e i piedi nel frigorifero. Però il teorema di Bernoulli, passato nel linguaggio quotidiano come Legge di Grandi Numeri, è un fattore che non può essere nascosto sotto la sabbia dell’otto di piazza Maggiore. Chissà se qualcuno, ieri pomeriggio, all’annuncio dei finalisti della XXIX edizione della Giostra Cavalleresca di Sulmona, si sia abbandonato al proprio rito scaramantico, collettivo o privato.
L’albo d’oro, d’altronde, non mente: nelle ultime tre finali vinte da Luca Innocenzi, dal 2017 al 2022, due volte l’avversario era il Sestiere di Porta Bonomini. Statistica da aggiornare, perché il folignate ne ha alzato un altro di drappo sul volto del rione scaccato, regalando a Borgo San Panfilo il quinto palio da sfoggiare in sede.
Eppure, sabato, in pochi avrebbero speso i propri due cents sui cigni, finiti a terra nella settima gara contro Filiamabili e chiamati a non sbagliare nulla nelle restanti eliminatorie. Ma Innocenzi è di tempra forte, e l’inferno già lo vide e lo scalò tre anni fa. Caduta il sabato, guarda un po’ contro Marco Diafaldi, e trionfo la domenica. Un prequel con la cabala come regista.
Un ribaltamento di fronte, dopo una cronistoria delle eliminatorie che è un soliloquio gialloblù e gli altri, dietro, a suonarsele per le briciole. Quattro vittorie su quattro del Sestiere di Porta Filiamabili. Poi alle 20:05 si spegne la luce con l’anello ciccato, al primo mantenitore, in semifinale contro Gertian Cela (già battuto pochi minuti prima) e addio alla ritorno del palio in piazza Mazara dopo dodici mesi.
Per Borgo San Panfilo si srotola il tappeto rosso. Un battito di ciglia è la distanza che separa Mattia Zannori dalla vittoria contro Innocenzi. Pari botte (3), pari punti (8), ma il cavaliere dei cigni vola cinque centesimi di secondo prima sulla fotocellula ed esulta, con la lancia alzata alla Tardelli versione Mundial ’82.
Felice, sorridente. L’esatto opposto dello stato d’animo che un cannibale come lui avrà avuto in finale, quando Cela, con quel “Vai!”, “Vai!” urlato alle orecchie di Poker Jack, è finito a terra. Finale da ripetere, per la prima volta nella storia. O meglio, con squalifica di Bonomini e lemniscata da far correre a un Luca Innocenzi Triste, Solitario y Final, come avrebbe scritto Osvaldo Soriano. E’ poco più di un giro d’onore al galoppo. Poi è tempo di festa, lacrime e abbracci in campo, perché sugli spalti ci si contiene. Al rientro è pasillo de honor concesso dagli avversari, in una fiumana rosso fuoco che incendia corso Ovidio. Palio numero cinque nella storia per i cigni; il quarto in sette edizioni dove solo il Covid e pochi altri hanno potuto fermare la fame di Innocenzi di riscrivere le statistiche.
Valerio Di Fonso
panem et circenses.
Competizione a parte, c’è da dire che in questo periodo,in particolare, la città è splendida, unica;non c’è città in Abruzzo paragonabile. In questi giorni riemergono dal passato i fasti della Sulmona rinascimentale.
Ho saputo che, l’anno prossimo in occasione del trentennale della giostra, sarà presente in città, insieme al suo entourage, l’emiro dell’Arabia Saudita Mohammad bin Salman Al Sa’ud. Bella mossa dell’ottimo Antonini che spero sia il preludio per avviare rapporti di collaborazione soprattutto economica con una realtà in costante divenire.
Cerchiamo di non lasciarci sfuggire questa opportunità.
A parte questo, stiamo andando a gambe in aria !
Ma come?
First reaction shock!
🤔