
In via dell’Agricoltura a Sulmona, in pieno nucleo industriale, da ieri, c’è un’anomala fila di auto parcheggiate. Nessun evento in particolare, quanto una direttiva che ha spiazzato i circa cento dipendenti della clinica San Raffaele a cui la direzione ha notificato il “divieto di sosta” nel pur ampio parcheggio antistante e retrostante la struttura.
Più che un divieto, in realtà, si tratta di un obolo di 15 euro che ogni dipendente dovrà pagare mensilmente se vorrà parcheggiare la sua auto oltre la sbarra della San Raffaele.
Una disposizione che deriva dalla necessità di uniformare le regole aziendali in tutte le ventidue strutture che gestisce nel Paese, ma che se trova un senso in alcune di esse, specie nella Capitale, dove c’è carenza di posti auto, è del tutto inspiegabile nella struttura di Sulmona, dove lo spazio a disposizione è enorme.
Le obiezioni degli addetti sono servite a poco: le regole valgono ovunque, a prescindere dalle strisce bianche, ora diventate “blu”, a disposizione.

Una decisione che i dipendenti non hanno preso bene, tant’è che per protesta, ma anche per non pagare una tassa incomprensibile, hanno deciso di parcheggiare in strada, affollando via dell’Agricoltura e lasciando deserto il parcheggio della clinica.
“Anziché proporre benefit e agevolazioni per rendere più collaborativo l’ambiente lavorativo – lamentano alcuni di loro – la proprietà di costringe a pagare un ticket parcheggio che non ha alcun senso e che, seppur calmierato, comunque pesa sulle nostre tasche”.
Il ticket parcheggio, per il momento, è riservato ai dipendenti, nella speranza che non si trasformi in un obolo anche per chi deve andare a trovare i propri cari ricoverati o recarsi nella struttura per le cure riabilitative giornaliere.
Dalla proprietà delle cliniche San Raffaele ci si può aspettare di tutto anche di prendere 15 Mila euro al mese di soldi pubblici x fare il 99% di assenze in parlamento.
In questo mondo il buon senso è sempre più in via di estinzione.
in verita i dipemdenti o le loro organozzazioni sindacali porrebbero diffodare e mettwre in mora il consorzio del NSI affoche lo stesso imponga al titolare e proprietaroo il rispetto della convenzione xhe regola la permamenza all’interno dell’area in ragione degli standrd urbanistici di parcheggi pubblici e privati. al comune, parimenti, diffida ad intervenire essendo venuti meno gli standard inyimando il rispetto degli stessi con preavviso di revoca della corrispondente autorizzszione all’eseecizio. a mio avviso sara la proprieta a pagare i dipemdnyi pwrche parcheggino dentro
il san Raffaele non ricade nel nsi
… per 15 euro al mese tutto ‘sto casino, magari la proprietà li userà per pagare il giardiniere per continuare a tenere i prati ben curati… ma poi uno si domanda: quanti milioni di persone pagherebbero 15 euro al mese di parcheggio, riservato, pur di avere un posto di lavoro a pochi chilometri da casa?
Vedrete che chiuderà anche il San Raffaele… è la mentalità dei residenti di questa Valle, purtroppo, che hanno causato la desertificazione artigianale e industriale del territorio… non per nulla veniamo chiamati “ COCOCCIARI “ …
cococciaro, non cioccolato*
L’unico vero cioccolato qui È LEI! chi ha famiglia con 15 euro magari ci compra una settimana di buoni pasto per il figlio!
Non è la somma ma la misura ad essere ridicola.
Cosa c’entra lavorare a pochi km da casa con la gabella da raschio del fondo del barile di questa azienda?
Il San Raffaele? non sarà mica uno di quei posti di lavoro con doppi turni timbrati e cancellati, dove vige la regola del o fai quello che dico io o quella è la porta? dei sovramansionati non retribuiti, dei raid notturni, delle intimidazioni varie, vedi malattia, permessi, ferie, no certamente non è una azienda di quelle persone cui se dovesse chiudere dispiacerebbe,forse!
Sono di memoria breve, dove E PERCHÉ è scoppiato il primo focolaio COVID a Sulmona? io non me lo ricordo lei si?