Sanità, il PD attacca: “Disavanzo di 100 milioni. Consiglio regionale all’oscuro”

Un disavanzo sanitario che sfiora i 100 milioni di euro anche per il 2025 e un quadro finanziario che, secondo il Partito democratico, rischia di essere persino peggiore di quello illustrato ufficialmente. È l’accusa lanciata dal PD Abruzzo dopo l’audizione dell’assessora regionale alla Sanità Nicoletta Verì in Commissione, durante la quale sono stati presentati i dati sui conti del sistema sanitario regionale.

A intervenire duramente è stato il segretario regionale del PD Daniele Marinelli, affiancato dal capogruppo in Consiglio regionale Silvio Paolucci e dai consiglieri Antonio Di Marco, Antonio Blasioli, Sandro Mariani, Dino Pepe e Pierpaolo Pietrucci. Secondo l’opposizione, i numeri confermerebbero “un fatto gravissimo e ormai inconfutabile”: il deficit della sanità abruzzese resterebbe enorme e in linea con quello del 2024, quando il disavanzo certificato superò i 103 milioni di euro.

“Se quanto affermato dall’assessora Verì fosse vero, dovremmo crederle sulla parola – ha dichiarato Marinelli – ma l’esperienza di questi anni ci impone prudenza”. Il riferimento è alle stime fornite in passato dalla Giunta regionale, più volte riviste al rialzo dopo le verifiche ufficiali, in particolare quelle della Corte dei Conti. “Nel 2024 si parlava di un buco da circa 20 milioni e ci siamo ritrovati con oltre cinque volte tanto”, ricordano gli esponenti dem, sottolineando come proprio su dati poi rivelatisi errati siano state decise nuove tasse e nuovi tagli.

A preoccupare ulteriormente il PD è il mancato coinvolgimento del Consiglio regionale sul cosiddetto Programma operativo sanitario, che dovrebbe essere presentato a Roma entro pochi giorni. Un documento che conterrà prescrizioni vincolanti per la Regione, ma che – denunciano – non è stato condiviso né discusso con l’assemblea legislativa. “Parliamo del primo vero programma dell’era Marsilio, dopo quasi otto anni di governo in cui la destra non è stata capace di approvarne nemmeno uno – affermano – e ora si pretende di licenziarlo in pochi giorni, lasciando il Consiglio all’oscuro”.

Nel mirino dell’opposizione finiscono anche gli effetti concreti delle politiche sanitarie regionali. “Il presidente Marsilio, l’assessora Verì e la maggioranza possono continuare a ripetere che va tutto bene, ma la realtà è sotto gli occhi di tutti: l’Abruzzo è la Regione che paga più tasse per avere meno sanità”, accusa il PD, parlando di meno servizi, carenza di personale, liste d’attesa più lunghe e un numero crescente di cittadini costretti a rinunciare alle cure.

Secondo i democratici, il ricorso al cosiddetto “Salva Abruzzo” rappresenta la conferma politica di questo scenario: “Un’ammissione implicita di fallimento – concludono – che i cittadini stanno pagando sulla propria pelle”.

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