Sanità regionale: per i sindacati il nulla in un anno, ma la Verì controbatte

Un anno in cui a sanità “non è stato fatto nulla” secondo Cgil, Cisl e Uil che, anzi, prevedono un peggioramento a livello regionale, pronte ad “azioni di mobilitazione se non dovesse esserci un deciso cambio di rotta”.

“I dati sulla sanità abruzzese – scrivo le tre sigle – sono impietosi: liste di attesa infinite, sovraffollamento dei reparti e dei pronto soccorso, carenze di personale inaccettabili e che mettono a rischio la salute del paziente e degli stessi operatori, insufficienza dei servizi territoriali. Tant’è che i valori della mobilità sanitaria passiva sono fuori controllo e i cittadini abruzzesi scelgono sempre più di andare a curarsi fuori regione dovendo sopportare gravi disagi e spese proibitive per trasporto, vitto e alloggio”.

Due Asl sono, al momento, senza direttore e, dalla riunione del tavolo di monitoraggio del 27 novembre, “emerge chiaramente l’inadeguatezza di un Governo regionale che ancora non definisce quale rete ospedaliera vuole costruire, quanti e quali Dea di secondo livello implementare per far sì che anche in Abruzzo possano esserci strutture di eccellenza sanitaria. Ed è chiaro che in mancanza di un atto di programmazione ospedaliera non sarà possibile neanche aggiornare il fabbisogno di personale per programmare nuove assunzioni, mentre le carenze di personale sanitario peggiorano la qualità dei servizi sanitari”.

I sindacati affrontano anche il tema della “rete territoriale, che l’assessore dichiara di voler potenziare”, ma senza cronoprogramma e senza ammodernamento. Parimenti “la Regione non ha ancora trasmesso la proposta di Programma operativo 2019-2021. In un anno di Governo non si è fatto pressoché nulla, saltando a piè pari il primo anno di programmazione”.

Sono 17mila le firme degli abruzzesi raccolte per la “riduzione delle liste di attesa; assunzione di personale sanitario; potenziamento della medicina territoriale; eliminazione del superticket; implementazione sanità di genere”. Fino ad ora le richieste dei sindacato sono state disattese ed ancora i sindacati tornano anche sull’argomento edilizia sanitaria.

È immediata la risposta dell’assessore Verì che sugli strumenti di programmazione dichiara: “già da luglio abbiamo iniziato a inviare al Tavolo di monitoraggio (che deve validare preventivamente qualunque nostro provvedimento, essendo l’Abruzzo una Regione in piano di rientro) le schede sui presidi ospedalieri da riqualificare e la richiesta di deroga per mantenere aperto il punto nascita di Sulmona. La verità è che abbiamo scelto di condividere le nostre ipotesi con gli organismi ministeriali prima della loro adozione formale. E questo per evitare che accadesse quanto successo con la precedente giunta di centrosinistra, con i documenti che hanno fatto la spola tra Pescara e Roma per 5 anni, senza che accadesse nulla di concreto. Abbiamo ricevuto delle osservazioni, alle quali forniremo i necessari chiarimenti, in quello spirito di collaborazione interistituzionale che contraddistingue la nostra azione di governo”. Sugli strumenti di programmazione “questa giunta non ha accumulato alcun ritardo. Motivo: la programmazione del precedente governo per la costruzione dei nuovi ospedali non è mai stata firmata dal ministero e i primi 143 milioni di euro assegnati all’Abruzzo, non sono mai stati deliberati. Siamo stati noi a sollecitare l’assegnazione dell’intera somma prevista per la nostra regione”. Quanto al personale

“E’ stato questo governo regionale, la scorsa estate, ad approvare i piani del fabbisogno di personale delle Asl, che prevede 1755 nuove assunzioni in 3 anni, oltre alla possibilità di sostituire ‘uno a uno’ i dipendenti che si dimettono o vanno in pensione. Negli ultimi mesi sono partiti numerosi concorsi, ma la verità è che molti avvisi (soprattutto quelli per gli ospedali più piccoli) vanno deserti perché i medici sono pochi e preferiscono optare per le strutture più grandi. Stiamo cercando di ovviare a questo problema con una serie di azioni organizzative messe in campo dalla Asl, grazie anche alla disponibilità che hanno dato i medici già in servizio”. Sulle liste di attesa: “Per la prima volta, nel 2019, una giunta ha destinato 2 milioni di euro di fondi del bilancio regionale (non del sistema sanitario) per l’abbattimento delle liste d’attesa, inseriti nel piano specifico approvato da questo governo. Questo ha consentito, seppur sperimentalmente, di aumentare considerevolmente il numero delle prestazioni eseguite e una riduzione notevole dei tempi di attesa per i primi accessi. Da qualche settimana sono operativi, anche se ancora non a pieno regime, i Cup di secondo livello, a cui si rivolgono direttamente gli specialisti per prenotare le prestazioni successive”.

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