Scade il contratto alla logopedista, quindici ragazzini restano senza assistenza

Da due mesi sono senza assistenza, lasciati da soli, nel mezzo di un percorso dove, pure, la continuità è una parte fondamentale della terapia. Una quindicina di ragazzi e ragazzini comunicopatici o con disturbi diversi che vanno dalla dislessia, alla disgrafia, alla discalculia, o ancora che soffrono di iperattivismo o deficit dell’attenzione, da luglio scorso non ricevono più assistenza, nonostante, “fortunati” loro, siano rientrati tra quelli a cui è stato consentito di iniziare un percorso di terapia.

Alla logopedista che li seguiva a Sulmona è infatti scaduto il contratto a luglio e nessuno in questi due mesi l’ha sostituita, né le ha rinnovato il contratto. Il suo, a quanto si è capito, era un contratto a progetto attivato lo scorso anno dalla Asl per smaltire le lunghe liste di attesa che, ancora oggi, lasciano fuori decine e decine di pazienti. Non più prorogabile, dicono dalla Asl.

I tre professionisti in pianta organica a Sulmona, però, non riescono a soddisfare la forte richiesta di assistenza per questo tipo di disturbi che vede per ben l’85% pazienti giovani e giovanissimi. Le liste d’attesa sono lunghe sia nella struttura della Asl ai Comboniani, sia in quella accreditata della San Raffaele, dove sono due le logopediste in servizio, anche loro oberate di lavoro e appuntamenti.

“Io ho due figli, entrambi certificati dalla Asl come bisognosi di essere seguiti – spiega un genitore – il secondo figlio è in lista d’attesa, il primo, invece, aveva iniziato la terapia che però ora è stata interrotta. Alla Asl non sanno dirci tempi e modi di riattivazione del servizio, ma siamo pronti, io e le altre famiglie rimaste sospese, a rivolgerci alla magistratura se sarà necessario, perché questa è un’interruzione di un servizio pubblico e rischia di creare danni ai nostri figli”.

Se non dovesse essere attivato un nuovo contratto, i pazienti rimasti “nel mezzo del cammino”, dovrebbero essere assorbiti dalle tre logopediste in servizio stabile; ma sui tempi di smaltimento degli impegni nessuno è in grado di pronunciarsi. Ai Comboniani la Asl segue direttamente una cinquantina di pazienti, ma la fila fuori dalla porta è lunga.

Dopo la pandemia i problemi di apprendimento e relazionali, soprattutto nei ragazzi, sono aumentati, oltre ad aver fatto accumulare ritardi nell’attivazione di percorsi per l’impossibilità di vedersi in presenza.

Questo genere di patologie è diventato sempre più frequente negli ultimi anni: “Molto dipende dal contesto educativo e familiare – spiega un’addetta ai lavori – l’uso sempre più diffuso di telefoni e computer come spesso unico strumento e chiave per le relazioni, acuisce però una patologia che magari era latente”.

3 Commenti su "Scade il contratto alla logopedista, quindici ragazzini restano senza assistenza"

  1. Cari genitori,dovete aspettare che il figlio o la figlia di qualche politico locale si diplomi in logopedia. A quel punto sicuramente alla Asl qualcuno assumeranno……

  2. 🤣🤣😂😂Grande B. B.

  3. È una cosa vergognosa 🤦‍♀️ Poveri figli!!! Questi sono le leggi italiane

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