Scavi senza ripristino, il Comune blocca le autorizzazioni

Lo aveva minacciato e alla fine lo ha fatto: l’assessore ai Lavori Pubblici e alla Manutenzione, Franco Casciani, ha bloccato tutte le nuove autorizzazioni agli scavi per la posa della fibra ottica. Le quasi 10mila euro di multe elevate alle varie ditte, non sono infatti servite a cambiare le cose. Con le ruspe, anche durante i giorni dei controlli, si è continuato a scavare senza sosta e soprattutto senza ripristinare le strade in modo adeguato, o almeno sicuro. Buche, fossi e dossi, che costellano ormai la città in diversi punti e che hanno provocato e provocano ancora molti incidenti e relative cause di risarcimento da parte di ciclisti, pedoni, ma anche automobilisti.

Basta, ha detto il Comune, che ora ha convocato a Palazzo le ditte che operano nel settore: “Il messaggio deve essere chiaro – spiega Casciani – o si cambia registro o le nuove autorizzazioni non saranno rilasciate. E’ vero che queste ditte operano in base ad una legge nazionale in deroga alle autorizzazioni, ovvero sono tenute solo a fare una comunicazione, ma noi ci appelleremo all’incolumità pubblica per motivare i nostri dinieghi”.

L’incontro è fissato a giorni: “Chi ha un cantiere aperto, ovviamente deve portarlo a termine- continua l’assessore – ma verificheremo passo passo che siano fatti i ripristini. Ci sono strade dove i lavori di posa della fibra sono finiti da mesi e nessuno è più passato a dare una sistemata”.

Un problema per la viabilità e la sicurezza sulle strade cittadine, tanto più in alcune, come le martoriate via Trento e via Patini, dove la Saca dovrà effettuare dei lavori importanti e che, quindi, non vale la pena riasfaltare. In queste strade, però, “rigate” da profonde ferite, sarebbe comunque necessario ripristinare almeno un minimo di sicurezza.

7 Commenti su "Scavi senza ripristino, il Comune blocca le autorizzazioni"

  1. Ormai i danni sono stati fatti

  2. Mi chiamo Antonio | 21 Settembre 2022 at 08:24 | Rispondi

    Fermo restando che chi esegue dei lavori sul suolo pubblico deve necessariamente ripristinare lo stato dei luoghi a regola d’arte, come si suol dire… che sia ditta o privato con lavori in economia non fa nessuna differenza … ma la foto postata cristallizza in modo evidente e senza ombra di dubbi che il dissesto del manto stradale con avvallamenti e profonde fessurazioni è dovuto a precedenti lavori… o comunque a cedimenti e usura del manto stradale per “ vecchiaia” dello stesso.
    Sarebbe interessante conoscere a che anno risale l’ultimo intervento di asfaltatura della strada nella foto… ma più interessante ancora conoscere i centimetri di posa dell’asfalto previsti nel capitolato contrattuale… spesso è proprio questo il “ punto dolente “ di tutti i lavori pubblici… e con i cani da guardia ( controllori, direttori dei lavori, collaudatori) silenziati e satolli… quello che a un Ente pubblico costa 100, il privato lo realizza bene e meglio spendendone 60…

    • La foto mette in mostra un vecchio scavo regolarmente riasfaltato (certamente a posteriori della realizzazione dell’opera e questo per uniformità dell’asfalto, se anche alla prima posa i lavori furono eseguiti regolarmente non posso ovviamente asserirlo) e un nuovo scavo rabberciato con cemento rosso a filo dell’asfalto che sicuramente non corrisponde ai normali canoni di ripristino salvo che il capitolato dell’esecuzione scavi concordati non indichi diversamente e se così fosse, bhè, ci si può fare ben poco.
      È altrettanto vero che l’asfalto nella zona centrale della strada sia in condizioni dismesse ma non lo collegherei direttamente con i lavori per la posa della fibra, come in altri angoli della città sempre per precedenti scavi di posa fibra regolarmente eseguiti, le radici degli alberi hanno spinto in superficie il cavidotto mettendolo praticamente a vista e a rischio rottura, e li anche nessuno interviene, ne il proprietario dell’impianto, nell’amministrazione comunale, tantomeno ribaltandone a chi di dovere i costi d’intervento; evidentemente vuoi per negligenza (fattore principale), vuoi per business (fattore economico che prevale su tutti) si attende che si compi il disastro per intervenire… il classico modo di procedere all’italiana.
      Un sopralluogo a inizio lavori fotografando/filmando lo stato di fatto a inizio opera, potrebbe forse essere un’arma in più per le eventuali successive contestazioni, sempre se sia lecito il farlo.

  3. Lavori ad cazzam | 21 Settembre 2022 at 08:48 | Rispondi

    Non è perché l’asfalto precedente è vecchio mi sento autorizzato a lasciare i buchi per terra e che cxxxo!! L’asfalto o manutenzione è un altro problema…che nulla a vedere con i lavori d minchiam di queste pseudo ditte…una volta tanto un plauso di intervento all’amministrazione che comunque deve incominciare a controllare…

  4. E se lo ricordano adesso che i lavori sono quasi finiti? E i danni provocati negli ultimi anni?

    • Per l’appunto, sono degli ultimi anni e ormai risulta difficile contestarli e sarebbero solo cause perse con ulteriore aggravio per le casse comunali.
      Si dovevano svegliare “quelli prima”!

  5. Sempre Troppo tardi | 21 Settembre 2022 at 13:25 | Rispondi

    Arrivano sempre quando i buoi sono fuggiti …
    I controlli devono essere contestuali !

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