Scoccia la grande famiglia democristiana

Un salto indietro di un trentennio, altro che civismo e movimenti: la presentazione di Marianna Scoccia come candidata dell’Udc è stato un salto nel passato, quello del potere pentapartitico, dei socialisti e dei democristiani, insomma, che i relatori rilanciano con orgoglio. Più che una rinascita è un ritorno in verità, messo che i protagonisti siano mai usciti di scena. Perché gli attori sono gli stessi: Mimmo Taglieri e Armando Sinibaldi a lanciare il “cinque voti a famiglia”, l’eurodeputato Lorenzo Cesa a ricordare i tempi d’oro di Natali e Gaspari, “quando – aggiunge il segretario regionale Enrico Di Giuseppantonio – in Abruzzo non c’era disoccupazione” (sic).

E Giancarlo Rotondi, per finire, che arriva in chiusura incoronando Marianna Scoccia come “la ricostruttrice della Democrazia Cristiana – dice – perché noi andremo in Regione e saremo determinanti per l’elezione del meno peggio”, quel Marsilio, cioè, “presidente a sua insaputa”.
Rotondi parla di un sondaggio che dà la loro formazione al 6,6%: quanto basta, se fosse attendibile, per mettere anche più di un consigliere.

Nella sala dell’Hotel Meeting c’è il pubblico delle grandi occasioni, una sala piena per l’atteso sfoggio di muscoli dei gerosolimiani. Alla cassa ci sono il primario di Rianimazione Vincenzo Pace, il presidente della Provincia Angelo Caruso, quello della Saca Luigi Di Loreto e poi gli amministratori di area: di Anversa, Roccacasale e di Sulmona tra i quali in prima fila l’assessore Angelucci e il consigliere Ramunno.
Gli onori di casa li fa però Gerosolimo in persona, il grande architetto di una candidatura che ha scatenato polemiche e divisioni. “E’ a lui che ho risposto – dice Cesa – nel fare una lista di cui Marsilio e i vertici di Forza Italia erano più che informati. Basta con questa fiction, insomma, diretta da qualche fascistello della Lega”.


Anche se poi a non volerla la Scoccia e più in generale i gerosolimiani, non è stata solo la Lega: “Un veto fatto nei miei confronti – va giù duro la Scoccia – da parte di un amministratore del nostro territorio che è invidiosa e gelosa perché infelice”. Non ci vuole molto per capire che si riferisce al coordinatore provinciale azzurro Antonella Di Nino, per una resa dei conti che è solo alla sua ennesima puntata.
La difesa del territorio è il faro portante del gruppo, con un’alleanza territoriale con l’Alto Sangro certificata dalla presenza di Caruso, ma soprattutto dalla candidatura di Andrea Liberatore, in ticket con la Scoccia.
“Siamo gli unici del territorio a potercela fare – dice la Scoccia – per questo vogliono fermarci, perché hanno paura”. In agenda l’ospedale, il punto nascita che “Andrea ha salvaguardato”, il tribunale con quel finanziamento da 400mila euro (nel frattempo diluito), e ancora “la difesa contro il progetto Snam e la creazione delle aree funzionali – aggiunge la Scoccia -. Io parto da Prezza, dai due anni di cose fatte e lo faccio con Andrea al mio fianco, che ringrazio per tutto e per aver restituito oggi quel gesto che feci da assessore provinciale quando mi dimisi per rispetto alla sua elezione in Regione con uno schieramento opposto”.
Andrea Gerosolimo guarda, gli occhi gli diventano rossi: l’emozione e la commozione ci sono, in fondo questa è un’altra sfida ambiziosa. Tutta fatta in famiglia. Nella nuova grande famiglia democristiana.

12 Commenti su "Scoccia la grande famiglia democristiana"

  1. Ringrazio la redazione per aver pubblicato questo articolo dando il taglio che la vicenda merita. Qui non siamo difronte ad alcun caso di razzismo o sessismo, né ad un esempio magistrale di “magia” politica, qui siamo davanti a dei “signorotti” che vedono il proprio feudo cadere a pezzi (tra l’altro per evidente deficit in capacità politiche) e che provano con le unghie e con i denti e con tutti i vassalli accontentati negli ultimi anni con impieghi “partecipati” (e presenti tutti lì questa sera) a difendere le rendite “faticosamente” costruite nel tempo. Insomma pochi giorni fa la signora si vantava di essere una perfetta candidata di “destra” e oggi scopriamo che si è trasformata in una perfetta democristiana. Ho paura che tra qualche giorno il suo continuo andare in dietro nel tempo la porterà in piena monarchia.
    Il problema rimane quello della dignità e purtroppo vedo che lì stasera era comune a più soggetti.

  2. Molta ma molta più gente a vedere giggino altro che la scoccia. Il vento è cambiato.

  3. Le ribadisco il concetto già espresso altre volte
    Lei non è degno essere iscritto all’albo dei giornalisti
    I suoi post ed articoli sono solo pieni ti odio e falsità.
    Ls verita nei confronti della sig Di Nino la irritano se ne faccia una ragione lei è un perdente

    • Veramente se c’era un falso (forse più di uno) quello era il parlamentare seduto lì con voi che lo scorso anno fino al 4 marzo ha seguito “l’amministratore infelice” (come l’ha chiamata la signorotta) in ogni sua uscita pubblica sfruttando i palchi (ed i voti) altrui pur di rientrare a Roma (naturalmente il tutto sotto un altro partito). Ma oggi si sa volevate proporre il remake “Ritorno al futuro?”
      Ps. L’ordine dei giornalisti ha ben altri iscritti di cui non andare fieri.

    • l’italiano, prima di tutto

  4. Come mai gli articoli non vengono firmati?

  5. Il vento è cambiato…tutta la famiglia a casa!!! Manca poco alla disfatta! Siete artefici del vostro destino.

  6. “E’ a lui che ho risposto – dice Cesa – nel fare una lista di cui Marsilio e i vertici di Forza Italia erano più che informati. Basta con questa fiction, insomma, diretta da qualche fascistello della Lega”.
    L’importante è andare a governare nn importa con chi…anche con i “fascistelli” della lega.
    Viva la coerenza!!!

  7. Ma La storia dell’attacco sessista poi come si è conclusa?

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