Sconto ai rifiuti dell’Aquila, i sindaci bocciano la proposta del Cda di Cogesa

I sindaci hanno detto no, che “fuori” si sentiva ancora la eco delle proteste dei residenti della zona, per una discarica che sta scoppiando e una politica industriale che va in tutt’altra direzione del rifiuto zero. Con quell’accordo presentato nel controllo analogo tenutosi l’altro giorno dal consiglio di amministrazione che sembrava una beffa. Oltre al danno.

Un prezzo scontato per l’Asm dell’Aquila per smaltire i rifiuti indifferenziati, che neanche il porta a porta hanno nel capoluogo. Per sei anni a 117 euro a tonnellata conferita, meno di quanto cioè è richiesto ai Comuni soci (132 euro tonnellata) che non hanno la convenzione del servizio con Cogesa. Proprio come L’Aquila, appunto, che – e non è la sola – scarica a Noce Mattei, ma dà i soldi ad Asm.

Con il risultato che al Cogesa nel 2021 sono state conferite 34mila tonnellate di rifiuti, in gran parte provenienti proprio dall’Aquila.

Nella pattumiera d’Abruzzo, dove Asm ha messo piede, diventando socia e quindi con diritto di conferimento a prezzo ridotto, acquistando nel gennaio 2018 per mille euro una quota dal Comune di Cansano. Un po’ in sordina, un po’ per reciproca convenienza che alla partecipata sulmonese serviva di rispettare il principio della prevalenza per procedere con gli affidamenti in house. Ma questa è un’altra storia.

Il prezzo pattuito nel contratto in essere fino a fine dicembre è addirittura di 110 euro a tonnellata, come un Comune socio, fedele e virtuoso, cosa che L’Aquila non è, essendo molto al di sotto del 65% di differenziata. Talmente basso quel prezzo che lo scorso anno il Cogesa ha deciso di portarlo a 120 euro, violando però così il contratto e aprendo un contenzioso con la cugina aquilana: una diatriba che il Cda voleva risolvere l’altro giorno, appunto, facendo passare una specie di transazione-accordo: fissare e congelare il prezzo per sei anni a 117 euro, riconoscendo poco più di 200mila euro di delta dell’anno scorso.

Ad una società, l’Asm, che tra l’altro è morosa per oltre 1,2 milioni di euro nei confronti di Cogesa. Che non ha pagato, insomma, e che deve interessi solo di mora dal 2015 per 18mila euro l’anno.

I sindaci hanno detto no, bocciando così una proposta che il Cda aveva già messo tra i conti che, siamo arrivati a metà settembre, non sono stati ancora “quadrati”: manca il consuntivo 2021 e manca il previsionale 2022.

Conti tutti da rifare ora. Ancora.

10 Commenti su "Sconto ai rifiuti dell’Aquila, i sindaci bocciano la proposta del Cda di Cogesa"

  1. Sandro De Panfilis | 8 Settembre 2022 at 09:22 | Rispondi

    Azzerare e ripartire con un vero manager alla guida. E in prospettiva, se si vogliono salvare queste due società di servizi (Saca e Cogesa), commissionare uno studio di fusione per dar vita ad una multiutility, dove far confluire anche altri servizi, come per es. Il trasporto pubblico locale.

    • Già si è nel marasma con la sola raccolta e gestione rifiuti, immaginiamo cosa sarebbe nella “rispolverata” multiutility.
      Piuttosto vista la genialata passata e i suoi benefici, non vi è strada per rescindere il contratto con gli aquilani?

  2. SalviamoSulmona | 8 Settembre 2022 at 11:14 | Rispondi

    Sulmona trasformata in una discarica a cielo aperto con buona pace dei cittadini sulmonesi specie di quelli che risiedono a ridosso del sito di Noce Mattei. Il disegno aquilano si è definitivamente compiuto con la attiva partecipazione dei servi locali.
    Via da L’Aquila.

  3. Politica locale inesistente. Data in pasto ai porci la salute dei sulmonesi.

  4. Un CDA imbarazzante !!! Non è giunta l’ora che torni a casa ?

  5. il prezzo dello smaltimento dei rifiuti (ed in particolare indifferenziati, causa della produzione cattiva gestione comunale!) è quotato nel mercato come ogni altra merce.
    quindi se una citta come l’aquila, provincia della ns regione, benestante dal punto di vista econonico, se vuole smaltire i SUOI rifiuti deve accettare le tariffe del mercato. se non viene a smaltire a Sulmona dove potrebbe andare a smaltire?
    girate un pò sul web per trovare un impianto meno costoso del ns!
    poi i conuni devono raggiungere degli obiettivi di riciclaggio dei rifiuti(carta, plastica, vetro, metalli, ecc) come fa a raggiungerli l’ASM di laquila? utilizzando rifiuti di provenienza di attività commerciali e industriali e NON di origine URBANA! che sia un illecito/reato non lo vede nessuno… nemmeno i soci.
    forse con la nuova normativa sui rifiuti che ha re introdotto i rifiuti speciali (di origine commerciale e/o industriale) assimilabili ai rifiuti urbani dovrebberro cambiare le cose, almeno sui FIR (Formulario di identificazione dei rifiuti)

  6. In teoria per legge se non si raggiunge la percentuale minima ci dovrebbero essere delle sanzioni

  7. Aprite le porte all’Aquila capoluogo di provincia e di regione..

  8. Via i tentacoli della piovra aquilana dalle Valle Peligna.

  9. E certo, il nobile capoluogo di regione mica può sporcarsi con la monnezza. Meglio portare la propria merda a Sulmona.
    Si facessero piuttosto una discarica all’interno dei reali confini invece di rompere i coglioni a noi con la complicità dei servi nostrani.

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