Scuole e strade deserte, la Cgil lancia l’allarme spopolamento

Per raccontarlo, il declino del Centro Abruzzo, è stato necessario l’intervento di quattro categorie sindacali (Flc, Fillea, Filcams e Fp) e della segreteria generale della Cgil. Perché la vertenza delle aree interne è di quelle che non si risolvono con una singola misura. Una crisi profonda, un declino progressivo, segnata nella drammaticità dei numeri, da un progressivo, inesorabile e preoccupante spopolamento che vede Sulmona “principe dell’abbandono”, avendo perso negli ultimi cinque anni ben 1.108 residenti, passando dai 24.969 del primo gennaio 2014 ai 23.861 di capodanno del 2019. Numeri a cui vanno aggiunte le fughe, di minor peso, ma molto significative, degli stranieri che in 61 hanno fatto le valigie perchè, neanche per loro, questa è terra promessa.

La cartina al tornasole di questa grande fuga sono le scuole, che solo nell’ultimo triennio hanno perso 703 iscritti, con una accelerata quest’anno che porterà al ridimensionamento di due dirigenze scolastiche; ovvero la Serafini-Di Stefano di Sulmona che da quest’anno sarà sotto la direzione delle Capograssi e l’istituto alberghiero di Roccaraso. Solo nell’ultimo anno la Serafini-Di Stefano ha perso 70 iscritti, passando dai 750 iscritti del 2017 ai 510 di quest’anno, cioè sotto la soglia dei 600 studenti necessari per conservare la dirigenza. E se Raiano guadagna 101 iscritti (sempre nel triennio), si spopolano i paesi limitrofi: da Secinaro a Corfinio. Perde iscritti anche Pratola (-40), la stessa Capograssi (-189), la Radice-Ovidio (-161) e Pescasseroli-Barrea (-73). Crescono solo Castel di Sangro (+78) e, di poco (+4), Pescocostanzo.

Sull’abbandono scolastico pesano anche e soprattutto le precarie condizioni logistiche dell’edilizia, con scuole semi-agibili, parzialmente agibili, in perenne attesa di lavori di messa in sicurezza. Dei 24 cantieri programmati in tutto il Centro Abruzzo (Valle Peligna e Alto Sangro), solo 6 cantieri hanno visto la fine lavori, 3 sono stati definanziati e gli altri 15 sono ancora impastoiati nella polvere di cantieri e burocrazia.

“Questo comporta un impoverimento complessivo del territorio – spiegano i sindacalisti – perchè perdiamo così maestranze, lavoro e servizi, con Sulmona che registra la percentuale di disoccupazione più alta di una provincia (il 14%), che già di per sé ha numeri molto pesanti (12,3%)”.

“Un declino che non può essere ignorato – continua la Cgil – e che impone una riflessione seria della politica, finora incapace di dare risposte e di fare programmazione. Garantire servizi di qualità e lavoro, devono essere gli obiettivi inderogabili: dalla sanità, alla giustizia, al sociale, fino alla scuola, bisogna agire in fretta per eviatre che lo spopolamento continui in modo esponenziale. Chiederemo per questo l’apertura di un tavolo istituzionale con la Regione e con tutti gli attori istituzionali coinvolti”.

3 Commenti su "Scuole e strade deserte, la Cgil lancia l’allarme spopolamento"

  1. c è rimasta solo la saga è il cogesa ….e di certo non sono esempi di meritocrazia ….fanno bene i nostri figli ad andarsene ! perché farsi umiliare con posti promessi solo sotto
    votazioni ! ????una certa classe politica ha messo sotto scacco un intero territorio e questo e’ il risultato !

    • Le do ragione, ma qui il discorso va molto più in alto che il solo perimetro politico della vallata.

      L’area di crisi mai applicata ne è la degna risposta e dimostrazione di quanto la politica non si muova qui per assenza di incisività e sempre a nostro danno che temo e anzi credo fortemente voluto.

      Il declassamento e quindi la fuoriuscita da Polo di attrazione, con tutti i servizi che conseguentemente vengono eliminati (uno per tutti l’ospedale non più DEA), la macro area peligna-sagittario non realizzata o l’area funzionale altrettanto fantasma, ma al di fuori dei nomi e delle proposte mancano le azioni, dove un’area come la nostra “Regina della crisi abruzzese” per spopolamento, indice di vecchiaia, disoccupazione e che dovrebbe “ad occhi chiusi recuperata”, invece viene incentivato l’opposto…. e andrebbe ben richiesto ai politici il perchè.

      Comunque, per giusta precisazione, i posti non vanno promessi anche fuori dalle votazioni e siamo noi stessi ad averli abituati male – ci lamentiamo solo quando non siamo noi i fortunati “estratti” – e a nostro discapito per una mentalità contorta 🙁 .

      I posti vanno creati e offerti per la crescita di un territorio che sta morendo inesorabilmente e che, peggio, come detto, sembra tristemente volutamente programmata.

  2. Non tutti sono raccomandati non ci si crede ma è la verità

Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non verrà mostrato.


*