
Continuano a squillare i preoccupanti segnali dietro le sbarre del carcere di massima sicurezza di Sulmona. Sei telefoni cellulare sono stati trovati, e sequestrati, durante i controlli di routine da parte degli agenti della polizia penitenziaria. Tutti dispositivi di comunicazione elettronica appartenenti ad un unico detenuto, un quarantenne, denunciato alla Procura della Repubblica di Sulmona. Accesso indebito di dispositivi idonei alla comunicazione di soggetti detenuti: questo è il reato per il quale è stato aperto un fascicolo da parte dell’autorità giudiziaria.
Solo nel mese di gennaio sono diciannove i telefoni ritrovati nelle celle del carcere peligno. Cinque sono stati rinvenuti lo scorso 14 gennaio dai baschi blu. Dispositivi destinati ad altrettanti reclusi, con un pacco carico di droga: tre etti di cocaina ed hashish.
Ieri, invece, il sequestro di una busta rinvenuta nel cortile esterno, durante il quotidiano giro di controllo dei padiglioni, da parte di due agenti. Al suo interno otto telefoni cellulare e seicento grammi di fumo, suddivisi in panetti, ognuno da un etto. Una consegna andata male, effettuata con un drone (questa l’ipotesi più gettonata) come già avvenuto in passato.
Non sarebbe la prima volta, dopotutto. Nel settembre dello scorso anno, un drone che trasportava telefoni cellulari, era stato abbattuto nei pressi della casa circondariale. Nel 2025 furono sessanta i dispositivi sequestrati dietro le sbarre, oltre a mezzo chilo di droga. Un numero più contenuto rispetto ai dodici mesi precedenti (110 cellulari sequestrati). Nell’aprile 2024, invece, due persone di origine campana vennero sorprese a pochi metri dal perimetro, nelle campagne circostanti, mentre tentavano di mettere in moto un drone, con due scatole di telefoni cellulare ed una di nylon.
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