
Sei tentativi di truffa in un solo giorno ad Introdacqua, dove i soliti finti carabinieri hanno lanciato nuovamente la loro “pesca a strascico”. Questa volta nella rete non è caduto nessuno degli anziani raggiunti da diverse telefonate nelle quali si invitavano le vittime a pagare somme fino a 5mila euro per evitare conseguenze legali per i nipoti coinvolti in improbabili incidenti. La versione della truffa ha in realtà sfoggiato ieri tutte le sue varianti, tra cui quella più recente della clonazione della targa dell’auto e la conseguente necessità da parte di presunti carabinieri di controllare l’oro di famiglia per verificare la corrispondenza con la merce rubata.
“Venga pure – ha risposto un’anziana ad uno dei truffatori – la aspetto qui a casa con mio figlio carabiniere”.
Un segno di come la campagna di informazione fatta lo scorso anno dall’Arma cominci a dare i suoi frutti per la difesa di una fetta di popolazione ad alto rischio.
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