
Il Freedom Trail festeggerà il suo primo quarto di secolo in versione ridotta. Dopo venticinque anni, la marcia del Sentiero della Libertà si accorcia: un solo giorno (il 25 aprile) di percorso, lungo la tratta Sulmona-Campo di Giove. Niente Guado di Coccia, né arrivo a Palena nelle consuete tre tappe che hanno scandito la storia della marcia internazionale, inaugurata nel 2001 alla presenza dell’allora Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, in piazza Garibaldi.
Una scelta fortemente simbolica, come spiega l’associazione che rimanda al prossimo anno la tradizionale traversata della Maiella. Il direttivo ha voluto prendere tempo per ripensare e rafforzare l’organizzazione del Sentiero. Il tutto in nome della sicurezza e nel rispetto delle norme, per un evento unico nel suo genere: vuoi per le centinaia di persone coinvolte, vuoi per la lunghezza e il territorio montano attraversato, vuoi perché gran parte dei marcianti sono ragazzi, giovani e spesso minorenni.
“Proprio per queste caratteristiche – spiega il presidente, Graziano Litigante -, essa richiede una riflessione attenta e responsabile sul rispetto delle regole, sotto il profilo gestionale e organizzativo, e un adeguamento a un contesto normativo che negli anni si è profondamente evoluto. Dal lontano 2001, quando il Sentiero della Libertà iniziò la sua straordinaria avventura, coinvolgendo ogni anno centinaia di persone, sono passati venticinque anni. In questo lungo arco di tempo il mondo intorno a noi è cambiato, così come sono cambiate le norme, le attenzioni e le responsabilità legate all’organizzazione di eventi complessi.
Insomma, è solo un arrivederci alla forma completa per porre le basi per una nuova fase del Sentiero che si svolgerà già dal 2027. “A partire dal prossimo anno – prosegue l’Associazione -, la marcia tornerà a svolgersi sulle tre giornate, con un modello gestionale rinnovato, più strutturato e adeguato alle esigenze di oggi, senza tradire lo spirito che l’ha resa, negli anni, un’esperienza unica e profondamente identitaria per il territorio”.
“Va ribadito – conclude – che l’attività dell’Associazione non si esaurisce nella marcia, pur rimanendo essa un tratto distintivo e simbolico, fortemente legato a Sulmona e alla Valle Peligna. Accanto al cammino, il cuore pulsante del lavoro dell’Associazione è sempre stato ed è tuttora l’impegno nella ricerca storica e nel recupero della memoria della Resistenza umanitaria: quella rete di solidarietà, fatta di gesti semplici e coraggiosi, che vide uomini e donne della Valle Peligna aiutare i prigionieri di guerra in fuga da Campo 78 a raggiungere, oltre la Maiella, le linee alleate. Questo percorso di memoria continua anche nel 2026 attraverso le iniziative culturali e di approfondimento storico. In particolare, il 27 marzo si terrà il convegno sulla Resistenza umanitaria, insieme alla nuova edizione del Premio Cicerone, appuntamenti che rappresentano da sempre un momento centrale di riflessione, studio e restituzione pubblica di una pagina fondamentale della nostra storia”.
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