Sequestra il padre del bimbo che ha in affidamento: rinviata a giudizio quarantenne

Una storia che ha dell’incredibile, ma a cui il giudice per le udienze preliminari di Sulmona ha evidentemente creduto, rinviando a giudizio una quarantenne di Sulmona con la pesante accusa di sequestro di persona, omissione di soccorso e violenza privata.

Vittima sarebbe un uomo di fuori regione che sarebbe stato sequestrato per quattro giorni, nel dicembre del 2019, in un casolare di campagna, per poi essere scaricato dalla donna, che era affidataria del figlio dell’uomo, in un fiume.

Secondo il racconto dell’uomo, su cui si è basata finora la citazione in giudizio, la donna lo avrebbe spinto nel fiume dopo averlo tenuto chiuso forzatamente in casa e da qui, in pieno inverno, bagnato, l’uomo sarebbe arrivato a piedi a Raiano dall’allora suo datore di lavoro per chiamare l’ambulanza.

Le accuse, spiega l’avvocato della difesa, Alessandro Rotolo, si baserebbero solo sul racconto inverosimile dell’uomo, senza alcun riscontro probatorio. Per questo la decisione di rinviare a giudizio la donna è arrivata questa mattina del tutto inaspettata.

Il bambino, che oggi ha sei anni, ha nel frattempo trovato una nuova famiglia: dopo la denuncia fatta nel 2019, infatti, l’affidamento del bambino alla donna è stato revocato.

Il processo si aprirà a marzo davanti al collegio del tribunale di Sulmona.

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