Si apre il caso su Celestino: Mastrogiuseppe minaccia l’esclusione dal Fuoco del Perdono

Si apre il caso sull’appartenenza o meno di Sulmona all’eredità celestinana. Dalla denuncia di Jamm Mo al colpo di ego dell’Associazione Celestiniana il cui presidente Giulio Mastrogiuseppe punta il dito contro una serie di situazione, a suo dire non rispettose della figura di Celestino. Se Jamm Mo, colpevole di “Campanilismo frustrato, inconcludente e autoreferenziale”, ha denunciato l’esclusione della Città dai Cammini del perdono, Mastrogiuseppe denuncia l’indifferenza sulmonese nonché una certa mancanza di rispetto.

E lo fa chiamando in causa anche l’associazione Muntagninjazz che lo scorso 17 agosto, a suo dire, non avrebbe interrotto la musica al passaggio dei tedofori di scorta al Fuoco del Morrone.

Si apre un caso, insomma, che coinvolge anche politici ed amministratori colpevoli di non aver fatto nulla per rafforzare la collaborazione con i cugini aquilani che va avanti da 40 anni. E pensare che il governatore Marsilio era arrivato all’Abbazia per confermare progetti e la candidatura Unesco delle manifestazioni “celestiniane”.

Tanto “grave” che “salvo concreti atti riparatori – indurrà l’Associazione Celestiniana Sulmona a chiedere agli amici aquilani l’esclusione futura di Sulmona città dall’itinerario del ‘Fuoco’ di Celestino e da qualsiasi altra manifestazione collegata”.

Celestino, pare, insegni orgoglio più che comprensione.

Su una cosa, però, Mastrogiuseppe sembra essere chiaro, ossia la noncuranza comunale all’area celestiniana vittima, proprio la notte scorsa, dell’ennesimo atto vandalico.

C’è rammarico per Mastrogiuseppe che, tuttavia, lascia la porta aperta a Jamm Mo, sempre se disponibile a comprendere il lavoro fatto.

Simona Pace

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