Smart working, Sulmona: il Comune sperimenta il lavoro da casa dei dipendenti

Il Comune di Sulmona ha pubblicato due atti a firma della segretaria generale Nunzia Buccilli volti a favorire lo smart working o lavoro agile come recitano gli atti, in termini più digeribili: il lavoro da casa per i dipendenti comunali, che dovrebbe riguardarne circa una trentina. Fra le ragioni che hanno spinto il Comune a questa scelta c’è ovviamente il tentativo di contenere l’emergenza Covid-19, ma anche criteri di efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa, rafforzare le misure di conciliazione tra tempi di vita e di lavoro dei dipendenti, riduzione degli spostamenti casa-lavoro-casa.

Le richieste possono essere fatte da dipendenti che rientrano in determinate caratteristiche: hanno figli minori di anni 14 anni; hanno particolari problematiche di salute o particolari situazioni di rischio; hanno ricevuto la misura della quarantena con sorveglianza attiva o la permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva; hanno esigenze di assistenza nei confronti di uno o più familiari; hanno un elevato tempo di percorrenza per raggiungere la sede di lavoro; hanno la residenza in un Comune dove sia stato attivato il C.O.C. per motivi connessi all’emergenza epidemiologica. I lavoratori che vogliono lavorare da casa devono compilare un modulo messo a disposizione dal Comune e inviare la loro proposta all’Ufficio Protocollo,  o all’Ente per mezzo di raccomandata o di Pec. La domanda viene poi esaminata dal dirigente di settore che la valuta ed eventualmente l’approva fissandone contenuti e modalità attuative, durata e articolazione infrasettimanale in coerenza, in primis, con le esigenze organizzative dell’ufficio.

Le attività lavorative saranno costantemente monitorate mediante rapporto quotidiano redatto dal lavoratore in termini di risultati, su file condiviso con il dirigente e la posizione organizzativa di riferimento, e costantemente aggiornato. In questo modo ci sarà il controllo dell’attività dei lavoratori a casa. Per i dipendenti per i quali non è possibile operare da remoto, i dirigenti valuteranno la possibilità di collocali in ferie i dipendenti laddove la loro presenza in ufficio non sia nell’immediato essenziale per la funzionalità dei servizi, e qualora abbiano ferie residue dell’anno 2019 non ancora fruite.

Il Comune di Sulmona, affianca con questa pratica altri enti che stanno sperimentando lo smart working, come annunciato ieri ad esempio da Saca e Cogesa.

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