Snam, non solo mance. Lettera aperta di Carlo Maria Speranza

Allargare a Sulmona l’esperienza Snam-Elis del liceo quadriennale per la Transizione Ecologica e Digitale; adottare un protocollo di intesa con Mise e con Fondazione Snam perché Sulmona possa diventare un polo funzionale per la gestione, realizzazione ed attuazione di progetti a supporto alla transizione giusta e replicare a Sulmona un Hub Snam Institute come centro di formazione tecnica e manageriale in cui Snam possa gestire e tenere i suoi percorsi formativi di crescita professionale e personale per l’aggiornamento e potenziamento. Queste le tre azioni di intraprendere per affrontare la questione Snam da un altro punto di vista, quello di un comune cittadino che sente “l’obbligo non solo di commentare ma anche di esporre le proprie soluzioni congrue ed esperte”. A parlare è l’ingegnere Carlo Maria Speranza che sulla realizzazione della centrale di compressione e del metanodotto Snam propone “soluzioni in cui contino non solo i valori finanziari ma i loro effetti sull’economia territoriale con conseguenze nel medio lungo periodo”.

Un intervento quello di Speranza dettato dall’esempio di Mercato Saraceno, comune di 6.848 abitanti in provincia Forlì Cesena, che in considerazione dell’attraversamento del territorio comunale di 4 km di opera Snam, ha approvato “misure di compensazione e mitigazione con allocamento complessivo di circa 2,4 milioni di euro mentre il pacchetto complessivo delle compensazioni, ammonta a circa 1 milione e 850 mila euro, cui si aggiungono 470 mila euro di misure di mitigazione”. Come spiega lo stesso Speranza ricordando che invece, a Sulmona, “oltre l’attraversamento del territorio comunale con il gasdotto, si sta realizzando la centrale di compressione con 3 turbocompressori da 11 MW potenza installata di 33 MW”. Con la notizia di incontri riservati del sindaco Luca Tirabassi con Snam per trattare misure di compensazione e mitigazione con importi vicini ai 3 milioni di euro, “notizia e cifra non confermata ma neanche smentita dall’Amministrazione che tace anche sui contenuti ed i partecipanti all’incontro”.

In attesa che la richiesta di interrogazione protocollata dai gruppi di minoranza per “invitare il primo cittadino a chiarire se le trattative siano in corso e quali siano le ragioni per cui non siano state esposte in consiglio comunale”, l’ingegnere Carlo Maria Speranza avanza proposte concrete per evitare che “tutto sia lasciato alla gestione sindacale di qualche lobby di supporto, senza alcuna trasparenza, nemmeno comunicativa”. E così, spiega Speranza la scelta di allargare a Sulmona l’esperienza Snam-Elis del liceo quadriennale per la Transizione Ecologica e Digitale, consentirebbe di integrare in un unico programma didattico le conoscenze umanistiche e scientifiche del tradizionale liceo italiano con una maggiore attenzione alle materie Stem, science, technology, engineering e mathematics, dalle quali dipenderanno sempre più in futuro le professioni e la comprensione di fenomeni d’interesse globale e, con il supporto della Provincia, si potrebbe dare nuova vita al DeNino-Morandi. La scelta di adottare un protocollo di intesa con Mise e con Fondazione Snam permetterbbe invece di attivarsi sul territorio nazionale per contrastare la povertà energetica, educativa e alimentare con il Comune che potrebbe disporre, in joint con Provincia e Regione, dell’ex Enfap provinciale di viale Mazzini e, infine, l’Hub Snam Institute come centro di formazione tecnica e manageriale potrebbe realizzarsi nella dismessa per danni da sisma 2009 caserma della Guardia di finanza di Via Margherita o nella caserma De Amicis.

Proposte di un comune cittadino che non può fare a meno di domandarsi “se il piccolo comune di Mercato Saraceno per il passaggio del gasdotto contratta fondi per progetti di rigenerazione urbana, integrati da finanze regionali, per efficienza energetica e miglioramento della sicurezza territoriale, cosa propone la giunta Tirabassi in termini di progetti da finanziare per compensare il passaggio dei tubo? Cosa propone per compensare e mitigare l’allocazione e l’operatività  della Centrale di compressione?”. Domande alle quali Speranza ne aggiunge tante altre: “c’è un piano di progetti di utilità collettiva che possa essere sottoposto all’attenzione di Snam? C’è un un’idea di sviluppo sociale da sostanziare con i risarcimenti Snam e con la spinta di RegAbr e la collaborazione della Provincia di Aquila e RegAbr? C’è una visione politica per avere Snam come partner collaborativo al progresso sociale? C’è intenzione di intessere con la oramai fissa presenza di Snam? C’è voglia di creare una relazione virtuosa dalla quale Sulmona possa trarre profitto nel tempo e sulla quale basare asset di pianificazione e programmazione di politiche sociali ed industriali? E’ stato costituito un tavolo cittadino per la raccolta delle idee, dei progetti dei programmi da condensare in una proposta unitaria condivisa, con la forza di essere volontà popolare?”

“Dal momento che – conclude il comune cittadino Carlo Maria Speranza – nel piano di mandato di questa amministrazione non si trova traccia del tema non irrilevante capitolo Presenza Snam a Sulmona, si deve cambiare il metodo. Non è più questione di fiducia”.

6 Commenti su "Snam, non solo mance. Lettera aperta di Carlo Maria Speranza"

  1. caro Ingegnere, qui siamo li siamo in Emilia Romagna, qui siamo in valle peligna…Dove ancora il futuro economico lavorativo e sociale è legato ancora ad esempio alla questua in ginocchio fatta alla coppia prezzana o all’altro politco/a di turno per un posticino alla partecipata dell’acqua o al carrozzone accattarifiuti — Bellissime ma irrealizzabili ahinoi le sue idee.

  2. FINALMENTE UNA VISIONE DI FUTURO PER SULMONA
    Questo è esattamente ciò che significa passare dalle lamentele alle soluzioni concrete ed esperte!
    Invece di limitarsi a subire passivamente la presenza della centrale di compressione, l’Ing. Speranza ci indica una strada rivoluzionaria:
    – trasformare Sulmona in un polo d’eccellenza nazionale per la transizione ecologica e digitale.
    Ecco perché questo progetto è straordinario:
    – scuola e futuro: portare il liceo quadriennale TED (Snam-Elis) significa dare ai nostri ragazzi competenze di altissimo livello (materie STEM) e ridare vita a edifici come il De Nino-Morandi;
    – lavoro e formazione: creare un “Hub Snam Institute” nelle caserme dismesse trasformerebbe Sulmona in un centro di formazione manageriale e tecnica. Non solo tubi, ma cervelli e professionisti;
    – trasparenza totale: basta incontri riservati! Serve un tavolo cittadino dove la “volontà popolare” conti davvero nelle trattative per le compensazioni. Se piccoli comuni ci sono riusciti, Sulmona deve pretendere il massimo!

    Non è più tempo di “mancette” una tantum ma di creare un asset di sviluppo per i prossimi 30 anni. Questa è la visione politica che meritiamo!
    Complimenti all’Ing. Speranza per la competenza e l’amore verso il territorio. Condividiamo per far arrivare il messaggio forte e chiaro!
    #Sulmona #Snam #TransizioneEcologica #Futuro #CittadinanzaAttiva #Speranza

    • Il TED non è altro che un percorso di scienze applicate già esistente. Per quanto riguarda i quadriennali tanto osannati, il rapporto di Eduscopio boccia l’esperimento dei licei quadriennali. Si è osservato che i risultati all’università sono inferiori sia in termini di voti che di CFU acquisiti (questo significa che l’anno guadagnato alle superiori lo si perde all’università) a quelli degli studenti che hanno fatto il classico percorso di 5 anni.

  3. Una Visione perfetta…. a differenza di chi ha avuto in questi anni visioni esclusivamente personali(non l’attuale Sindaco) che hanno portato il Nostro Territorio alla desertificazione di competenze e prospettive future…

  4. Dopo quasi un anno aspettiamo ancora di conoscere “la visione” dell’attuale amministrazione.

  5. Finalmente un discorso serio e concreto, che avrebbero dovuto fare i nostri scalcagnati politici non solo ora, ma già ai tempi in cui il nostro territorio fu “svenduto”, anzi, regalato, per il progetto SNAM!
    Politici che ora dovrebbero avere l’umiltà di portare avanti una simile iniziativa.
    E la questione posta non è limitata al TED già esistente o meno (Tavernello), ma ha una visuale molto più ampia e concreta di difesa ed è a tutti gli effetti un tentativo di iniziare a rilanciare il nostro territorio!

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