
“Tre milioni di euro. È questa è la cifra che il sindaco di Sulmona Luca Tirabassi e la giunta municipale avrebbero concordato con la Snam per mettere una pietra tombale sulla questione della centrale e del metanodotto”. A dirlo sono gli ambientalisti del Coordinamento per il clima fuori dal fossile accusando il primo cittadino di aver “continuato a trattare segretamente con il colosso dell’energia tenendo all’oscuro di tutto non solo la cittadinanza ma anche lo stesso consiglio comunale”. Un metodo contrario al principio della trasparenza amminitrativa, sottolineano dal Coordinamento ricordando che i tre milioni di euro, ovvero lo 0,12 per cento dell’appalto della Linea Adriatica, “non graveranno sulla Snam ma che saranno tirati fuori dai cittadini italiani, in parte tramite il Pnrr e per il resto attraverso un aumento immotivato della bolletta energetica”.
Una somma che, continuano gli ambientalisti, non potrà mai ripagare né i danni né i rischi causati dall’insediamento Snam, dall’inquinamento dell’aria e dei terreni alla devastazione ambientale di un’area di elevato valore paesaggistico all’entrata del Parco nazionale della Maiella, dalla eliminazione di un corridoio faunistico dell’orso bruno marsicano alla distruzione di un grande complesso archeologico. Inoltre, aggiungono, “la creazione di un secondo nucleo industriale pronto ad ospitare altre attività insalubri e altamente impattanti porterà alla eliminazione o riduzione della coltivabilità di decine di ettari di terreno, alla svalutazione economica di terreni e fabbricati e, non ultimo, al rischio di esplosioni in un territorio che peraltro è ad elevata sismicità e dove la centrale di compressione diventerebbe obiettivo militare strategico in caso di guerra o di attentati terroristici”.
“Tre milioni di euro sono del tutto risibili” dichiarano gli ambientalisti “soprattutto se si considera che altri Comuni molto più piccoli di Sulmona hanno avuto come risarcimento somme ben più elevate”. E come se non bastasse, denunciano ancora dal Coordinamento, negli accordi con i Comuni la Snam aggiunge una ulteriore clausola relativa alla rinuncia da parte dell’amministrazione comunale ad ogni azione giudiziaria ancora pendente. “Sulmona ha ancora in piedi il ricorso al Tar di L’Aquila sulla illegalità del cantiere di Case Pente. Verrà cancellato anche questo ricorso?” si domandano dal Coordinamento per il clima fuori dal fossile ricordando che nell’anno appena concluso l’utile netto della Snam è stato di circa 1,42 miliardi di euro, “grazie anche a territori, come il nostro, colonizzati e vandalizzati”.
“La multinazionale ha di che sorridere – concludono – E magari il Sindaco Tirabassi sarà pure contento di mettere in cassa, a fronte di tanto disastro, i classici 30 denari”.
Adesso è importante monitorare il percorso dei 30 danari.
Venduti per un piatto di lenticchie il futuro,i sogni,la salute, l’ ambiente,il benessere di tutti noi😞
E la Snam se la ride.
Che tristezza!
Che miseria!
Complimenti Sig.re Sindaco, Lei è stato artefice di una vera operazione di….baratto. Complimenti davvero sono senza parole, lusingato.
Se confermata la notizia, sarebbe un vero insulto alla città. Si vergogni Sindaco, sindaco……
Ha fatto bene! Meglio tardi che mai…. Certo poteva chiedere di più! Tanto tutti lo sanno da 15 anni che il gasdotto si sarebbe fatto! E allora perché non contrattare qualcosa di più corposo? Certo che se non era per gli ambientalisti che poi mi spiegheranno quali risultati hanno raggiunto in questi anni… forse la contrattazione sarebbe stata più corposa e a beneficio dell’intera città! Bisogna essere concreti e non seguire gli asini che volano…. Ad maiora!
La centrale avrebbe senso solo con la spinta a gas totalmente elettrica.Nessuna ciminiera.Quando i Peligni vedranno spuntare una cosa che ad oggi non si vede e che saranno volutamente montate per ultime (le torri di emissione di decine di metri) cominceranno a preoccuparsi.I pacentrani che saranno interessati per primi con deterioramento dei terreni e della qualità di vita sono inspiegabilmente silenti.Forse non sono e noi tutti non siamo abituati ad impianti così impattanti.Non ci siamo resi conto di quello che sarà.L’unica soluzione è avere un impianto a spinta elettrica con motori elettrici e non con turbine che bruciano gas.
Purtroppo a volte gli asini non volano,ma camminano per strada.
… si potrebbe chiedere, come compensazione oltre ai tre milioni di euro, il rifacimento del manto stradale di tutte le strade disastrate della città… la SNAM gestendo i lavori direttamente, riuscirebbe a realizzare i lavori risparmiando rispetto ai 6 milioni di euro stimati dal Comune… forza su, bisogna essere proattivi nel cercare risposte, tenendo a mente che chi ” fa domande non ha mai torto “…
PROVATECI… e con insistenza, almeno l’amaro calice… sarà meno amaro. Forse.
Ma vattinn…vatt a nasconn pur to, sò venduto!
piuttosto Sulmona sveglia e fate forza a chi sta lottando per il futuro e la salute vostra e dei vostri figli, o aspettate di piangere la loro morte per i tumori ai polmoni da inquinamento di quella merda che vi state facendo piazzare sotto al culo, con i cogloni come realista che applaude pure, quando gli cagano in bocca certi la aprono meglio così gli danno più soldi.
La prima strada da fare, anzi sarebbe pure da ampliare è quella che interseca da via Montesanto e raggiunge il cimitero!
Che servono le strade se si muore avvelenati? ci gireranno i morti?