
Interrompere immediatamente il processo di trasferimento delle attività da Raiano a Chivasso, tenere in considerazione lo stabilimento di Raiano non solo per le storiche produzioni, ma anche per nuove lavorazioni e gestire il momento critico con il ricorso agli ammortizzatori sociali. Sono queste le richieste di Fiom – Uglm Territoriali Sulmona e di RSA di Sodecia Automotive Raiano dopo quanto annunciato ieri in merito al futuro dello stabilimento peligno. Una realtà produttiva che negli ultimi anni ha visto una progressiva perdita di occupazione con 39 dipendenti attualmente occupati nella produzione di stampati, saldati e assemblati per il cliente Stellantis, in particolare per gli stabilimenti di Cassino, Pomigliano, Melfi e ex Sevel di Atessa.
“Dal mese di luglio 2024 c’è un ricorso costante agli ammortizzatori sociali – spiegano i sindacati – dapprima cassa integrazione ordinaria, successivamente contratto di solidarietà con scadenza a marzo 2026 e con una percentuale di riduzione dell’orario di lavoro fino al 70%, con conseguente pesante perdita economica per i lavoratori”. Una situazione per la quale, da tempo Fiom e Uglm hanno sollevato criticità “fino a richiedere la convocazione di un tavolo specifico presso l’assessorato regionale alle attività produttive, che ha avuto luogo ieri 27 novembre 2025”. Un incontro dove, continuano le scriventi sigle sindacali “alla presenza di Fiom-Uglm-Rappresentanti dei lavoratori, della struttura di crisi aziendali della Regione Abruzzo, di consigliere regionali, del sindaco e assessora del Comune di Raiano, l’azienda è venuta a dire che i piani aziendali per lo stabilimento di Raiano prevedono la concreta possibilità di una sostanziale chiusura!”. Ovvero l’intenzione di accorpare le società italiane del gruppo e accentrare le attività in Piemonte, con conseguente chiusura dello stabilimento peligno. E, “relativa offerta al personale abruzzese di trasferimento presso la sede piemontese di Chivasso”.
Una proposta “assolutamente irricevibile” per i sindacati che sottolinenano come “proporre il trasferimento a 800 chilometri di distanza a persone la maggior parte delle quali ha traguardato i 50 anni è evidentemente impraticabile e nella realtà significa metterle alla porta”. Senza dimenticare che “per il nostro territorio significa perdere definitivamente posti di lavoro e quindi opportunità di occupazione anche per il futuro”. “Gelide dichiarazioni aziendali” di fronte alle quali, sia i sindacati che i rappresentanti istituzionali hanno preso posizione nel chiedere all’azienda di rivedere i suoi piani. Per questo, continuano le sigle sindacali “auspichiamo che il prossimo incontro, che avrà luogo intorno alla metà di dicembre, sia l’occasione per ascoltare un’azienda che tenga conto della propria responsabilità sociale di impresa, prevista anche dalla nostra Costituzione”.
La vicenda Sodecia, concludono Fiom – Uglm Territoriali Sulmona e di RSA di Sodecia Automotive Raiano “rappresenta un gravissimo campanello d’allarme per quanto riguarda le possibili scelte cosiddette strategiche compiute dalle imprese e i conseguenti drammatici contraccolpi sulla tenuta complessiva del nostro tessuto socio-economico”.
Una Valle piena di problemi e carenze in ogni settore, con una politica palesemente assente, inadeguata, lontana…