
Sodecia fa le valigie e sposta l’intera produzione a Chivasso. E’ la doccia fredda comunicata questa mattina nell’incontro ritenuto decisivo sul futuro dello stabilimento di Raiano, alla presenza dei rappresentanti istituzionali regionali (Marianna Scoccia e Maria Assunta Rossi) e del sindaco raianese Marco Moca, oltre ai vertici aziendali e delle organizzazioni sindacali. Al tavolo la società ha comunicato la decisione avviare di fatto il processo di chiusura del sito abruzzese.
Una scelta accolta con forte preoccupazione da parte delle istituzioni. La vicepresidente del Consiglio regionale, Marianna Scoccia, ha definito la decisione “una doccia fredda” per un territorio che “ha già pagato troppo”, chiedendo la sospensione immediata del trasferimento e la convocazione di un nuovo incontro prima delle festività natalizie, così da consentire all’azienda di riconsiderare la propria decisione. Scoccia ha sottolineato la disponibilità della Regione a mettere in campo ogni strumento utile a tutelare lo stabilimento e garantire continuità occupazionale, aggiungendo che “il territorio, già ferito, non può essere lasciato solo”.
La collega meloniana, Maria Assunta Rossi, fa eco alla sindaca di Prezza, manifestato contrarietà alla chiusura, definendola un potenziale colpo mortale per una comunità già in difficoltà. La consigliera di Fratelli d’Italia ha ribadito la richiesta di bloccare il trasferimento e di aggiornare il tavolo entro Natale, evidenziando come la perdita dello stabilimento rischierebbe di aggravare ulteriormente fenomeni quali lo spopolamento e l’indebolimento del tessuto economico locale.
Nel corso della riunione, l’azienda ha assicurato che non sono previsti licenziamenti immediati e che verrà avviato un confronto per individuare soluzioni dedicate ai lavoratori impossibilitati a trasferirsi in Piemonte. Inoltre, è stato concordato l’impegno ad aggiornare il tavolo tra metà dicembre e le festività, così da valutare l’utilizzo degli ammortizzatori sociali disponibili e creare uno spazio di trattativa utile a riconsiderare la strategia industriale annunciata.
Brutta notizia
negli anni non si è pensato a consolidare ed ampliare il settore industriale e artigianale della valle peligna.
Solo foto su facebook e sagre delle zucchine !
Loro pensano alle notti bianche, piscine e feste eleganti. Nel mentre le aziende scappano.