Soldi non dovuti, gli esperti sconfessano il Pef di Cogesa. Oggi il controllo analogo

I puntini sulle “i” e ognuno al suo posto: al Cogesa sembra essere finita la stagione dell’anarchia gestionale, quella cioè che ha delegato alle governance della partecipata cassa e criteri di spesa e che, per questo, ha portato la società a sprofondare nei debiti.

La dura lettera di qualche giorno fa con cui il Comune avvisava il Cda del cambio di rotta e che sostanzialmente impone l’autorizzazione per le assunzioni e gli incarichi da parte del controllo analogo (che così si chiama non a caso), sarà al centro delle comunicazioni della riunione dello stesso organismo che è stato convocato per oggi dal sindaco di Sulmona Gianfranco Di Piero.

All’ordine del giorno tra i diversi punti c’è anche quello della “Istituzione del comitato ristretto del controllo analogo”, quell’organismo cioè che venne di fatto abolito dall’allora amministratore unico Vincenzo Margiotta, in favore di una sorta di doppione dell’assemblea dei soci che, alla fine, si è dimostrato del tutto inefficiente. Un “metterla in caciara”, insomma, che ha annacquato e indebolito le funzioni e il ruolo del controllo analogo che, al contrario, ha o dovrebbe avere una agile operatività.

Perché poi è proprio esercitandolo, il controllo analogo, che vengono fuori le incongruenze e gli errori nei conteggi che hanno rischiato di far aumentare di quasi il 9% la Tari a Sulmona già da quest’anno. Così non sarà, dicono la presidente della commissione e l’assessora al Bilancio, Teresa Nannarone e Katia Di Marzio, che ieri nella commissione dedicata hanno ribadito che “non solo non è stata recepita acriticamente la richiesta di aumento proposta dalla Cogesa spa, ma verranno messi a disposizione della collettività dei fondi utili a sostenere le persone o le attività che versano in difficoltà”. Gli aumenti saranno contenuti e limitati agli adeguamenti mai fatti finora, ma non andranno a coprire i disequilibri creati dalla partecipata.

La posizione del Comune di Sulmona è supportata da uno studio affidato a dei professionisti di Caserta (la Aerarium P.A.) che hanno analizzato il Pef presentato dal Cogesa e finora accettato dai soci come fosse oro colato.

E invece, l’analisi degli specialisti, nonostante i documenti non ancora integralmente consegnati, spiega sostanzialmente che il Pef (cioè il piano economico e finanziario) non è giustificato ed è fuori dalle norme civilistiche. Il Cogesa, insomma, avrebbe richiesto soldi al Comune di Sulmona senza spiegare il motivo e soprattutto senza giustificare la maggiore spesa.

Tanto più, ribadiscono gli esperti, come aveva già fatto la Corte dei Conti, che la partecipata ha una forza lavoro spropositata rispetto alla sua grandezza, più che doppia addirittura rispetto alla media nazionale. E il poltronificio, quanto mai utile in campagna elettorale, ha presentato ora il conto.

Gli addetti che Cogesa ha riservato al Comune di Sulmona, ad esempio, sarebbero infatti 9,37 per una spesa di quasi 400mila euro. Ma Cogesa non solo non ha mostrato le carte (richieste) sui cedolini di competenza (per la verifica cioè della corrispondenza dei salari e delle prestazioni), ma ha anche lievitato il costo di quasi 235mila euro. Soldi non dovuti, dice chiaramente la società casertana, e che il Comune non è tenuto a riconoscere.

Né riconoscerà.

8 Commenti su "Soldi non dovuti, gli esperti sconfessano il Pef di Cogesa. Oggi il controllo analogo"

  1. Meno male che ci sono gli esperti di Caserta!!! Basta licenziare e il problema è risolto…lo capirebbe anche un bambino…

  2. E mo’?

  3. Mi chiamo Antonio | 28 Giugno 2022 at 09:23 | Rispondi

    … e sarà sempre la “ Aerarium P.A.“ a stabilire i criteri per accedere ai “ fondi utili a sostenere le persone o le attività che versano in difficoltà” ?
    Fate dimagrire il Cogesa, senza indugi e tentennamenti… i rifiuti dell’Aquila e dintorni agli… Aquilani e alle loro 99 cannelle.
    E quelli del pescarese? Che se li smaltissero entro i loro confini provinciali.
    A noi Peligni… lasciateci solo le nostre “:schifezze”, che bastano e avanzano.

  4. Ma se gli operatori non riescono nemmeno a fare le ferie

  5. Raimonda Disonesta | 28 Giugno 2022 at 10:46 | Rispondi

    Anche in Polizia, CC, Finanza, comuni tribunalei etc.etc. gli organici sono un 60% superiori alla già alta statalista e burocratica MEDIA UE- e quasi tutti provenienti dalle zone più povere del SUD. Il problema, specie in Italia è la povertà, se questa categoria di gente non la assumi -non per lavorare per fargli godere di uno stipendio- la lasci a vivere alla maniera degli animali ed alla vergognosa visibilità del disturbo sociale.NON SI PUÒ GUARDARE SOLO DENTRO IL COGESA ,MA EVENTUALMENTE IN TUTTA ITALIA. #raimondadisonesta

    • Quando arriva Caronte… | 28 Giugno 2022 at 15:18 | Rispondi

      1) ste fregnacce da dove le hai rilevate? 2) ti faccio notare che in Italia nell’ultimo 10/15 anni non erano state fatte più assunzioni sia per ff.oo., P.A., comparto sanitario 3) se poi tu sei una “sfortunata” che non è potuta entrare in quel mondo non te la prendere con quelle persone che, con le trattenute sullo stipendio, hanno provveduto a pagare cassa integrazione disoccupazione e reddito di cittadinanza…a tante persone…forse anche a te…

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