Solo gocce

Siamo solo gocce in mezzo al mare immenso, ingerite dai pesci, sospinte dalle correnti, infrante come sogni, identiche a tutte le altre.
Insieme formiamo gli oceani, eppure riusciamo a disperarci nel nostro sentirci singole gocce.
A volte evaporiamo nel cielo e diventiamo nuvola, ma anche lì siamo solo una goccia di vapor acqueo fra le tante, sospesa e paziente ad aspettare il proprio turno per piovere giù, a farsi di nuovo acqua nel mare.
Siamo solo una goccia qualunque destinata a disperdersi fra le infinite altre, che non saranno mai abbastanza importanti per far traboccare il vaso, per spegnere gli incendi, per abbeverare gli assetati o per rendere la notte insonne, precipitando da un rubinetto chiuso male.
Non nasceremo mai da una grande emozione, bagnando un viso di gioia, di dolore o di commozione.
Gocce anonime, tutte uguali, trasparenti, normali, con la coscienza di essere tali.
Senza il coraggio di chiedere di più, senza la forza di essere altro.
La nostra sorte è legata esclusivamente alla fortuna, perché siamo sprovviste di un particolare che possa renderci uniche.
Non abbiamo colore, non abbiano forma. È impossibile distinguerci dalle altre o notare la nostra assenza. Siamo sostituibili, prescindibili e superflue.
Nessuno ci indica mai. Nessuno guarda proprio noi. Ce l’hanno sempre con chi ci sta davanti, dietro, di lato, sotto, sopra o più in là.
Eppure siamo l’arcobaleno, siamo il mare, siamo le nuvole, siamo le onde.
Non ricordo da quanti anni esisto. Probabilmente da sempre, dai tempi della Pangea o dal diluvio universale.
Mi sembra di averle viste tutte, che niente altro possa accadere e sorprendermi.
Un giorno ho provato a farmi notare saltando più in alto delle altre, puntando verso le stelle con tutte le mie forze, ma non è servito a niente: piccolo schizzo d’acqua nel cielo infinito.
Tanto è sempre la stessa storia.

Siamo solo una dei fantastiliardi di gocce che costituiscono l’immensa massa d’acqua che, vista dallo spazio, rende il nostro pianeta blu.
Siamo parte del tutto, siamo una voce del coro di una canzone assordante.
Non siamo soliste, non siamo le sole.
Non siamo il biglietto vincente, non siamo il terno al lotto, non siamo l’ostrica con la perla, tanto meno la perla nell’ostrica.
Siamo solo gocce disperse nella maestosità dell’oceano.
Ma portiamo in noi il segreto della vita, degli abissi, delle nuvole e dell’arcobaleno e, senza di noi, l’immensità sarebbe un po’ più piccola.
Peccato che, in certi momenti, sia tanto difficile crederlo.
Peccato che, in certi momenti, dimentichiamo di essere il mare.

gRaffa
Raffaella Di Girolamo

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