“Sordi, ciechi, ipocriti e bugiardi”: i comitati No Hub del Gas attaccano governo e Regione

“Sordi”, “ciechi”, “ipocriti” e “bugiardi”: i comitati No Hub del Gas non fanno sconti al governo e a chi, ieri, ha aperto nei fatti la porta principale al gasdotto Snam che ora, dopo il superamento del diniego all’intesa, dovrà solo attendere il decreto autorizzativo da parte del governo.

Se la prendono con Roma, i comitati, ma anche con la Regione e con “Marco Marsilio che, tradendo l’Abruzzo, ha spalancato le porte ad un’opera che comprometterà l’ambiente e il clima nonché la salute e la sicurezza dei cittadini”.

Un governo “sordo al grido della terra” e ai cambiamenti climatici, “cieco di fronte alla catastrofe cui va incontro il pianeta”, “ipocrita perché piange lacrime di coccodrillo dopo tragedie come quella della Marmolada” e “bugiardo quando afferma che pensa al futuro delle nuove generazioni” e anche quando sostiene che il gasdotto servirà a coprire le necessità di approvvigionamento di gas dopo la crisi con la Russia.

Calcolatrice e numeri alla mano, i comitati fanno i conti: l’attuale infrastruttura è in grado di gestire circa 115 miliardi di mc di metano, a fronte di un consumo che è in media di 71 miliardi di mc e che entro il 2030 dovrà scendere a 50-55 miliardi di mc.

“Pertanto, realizzare l’inutile metanodotto Sulmona–Foligno  e l’intera Linea Adriatica – scrivono i comitati No Hub -, significa perpetrare una enorme truffa ai danni dei cittadini italiani, incrementare immotivatamente i profitti della Snam,  e significa sconvolgere irreparabilmente  territori, come quelli dell’Appennino centrale, che sono di altissima valenza ambientale e di elevatissimo rischio  sismico”.

9 Commenti su "“Sordi, ciechi, ipocriti e bugiardi”: i comitati No Hub del Gas attaccano governo e Regione"

  1. SalviamoSulmona | 12 Luglio 2022 at 13:06 | Rispondi

    Che schifo! Questo è solo un territorio da saccheggiare e nient’altro.
    Ho affermato in più occasioni che la Regione Abruzzo, indipendentemente dal colore politico, ed il governo centrale sono pericolosi per la città di Sulmona e per il suo territorio. Non mi sbagliavo.
    E allora perso per perso vendiamo cara la pelle. Si abbia il coraggio da parte delle istituzioni locali di avanzare istanza per la richiesta dell’autonomia amministrativa del Centro Abruzzo. Avremo un’arma in più a disposizione di questo territorio e della sua gente per poter decidere del suo futuro.

  2. Potrebbe essere una buona occasione per rispolverare una giusta rivendicazione ed un vecchio sogno.

  3. Ma questi si credevano davvero di cambiare il percorso di un metanodotto con quattro bandiere e due frasi basate sul nulla?sono soddisfatto almeno avremo un pò di posti di lavoro in più rispetto ai soliti posti per raccomandati

  4. Povero illuso. Il metanodotto e la centrale non porteranno posti di lavoro. Per interrare i metanodotti non si usano più il piccone e la pala come una volta ma enormi mezzi meccanici che verranno da fuori. Quindi con manodopera specializzata che non è né si Sulmona né della Valle Peligna. La centrale occuperà 7 o 8 persone con compiti di vigilanza e di manutenzione perché sarà gestita da remoto da San Donato Milanese. Quindi : occupazione zero. Invece toglierà occupati e danneggerà la nostra economia. Quando ci saranno due centrali a gas ad avvelenare l’aria della nostra vallata e i nostri prodotti agricoli, attraverso le piogge acide, quale turismo e quale agricoltura di qualità vogliamo sviluppare? I nostri giovani fanno bene a preparare le valige.

  5. Sordi”, “ciechi”, “ipocriti” e “bugiardi”: SONO i comitati No Hub del Gas CHE SI GUARDANO ALLO SPECCHIO!
    fate voi le valigie e andateve voi in un altro paese!

    • secondo me tutti i signori di questi comitati si svegliano la mattina, al fresco di condizionatori, si fanno il caffe ed il latte caldo, come? con il gas metano

  6. I comitati ambientalisti portano degli argomenti sostenuti da fatti e dati. Dall’altra parte i “Sì Snam a prescindere” utilizzano solo slogan e frasi fatte. Così finiscono col non convincere nessuno. Il ministro Cingolani, che è il paladino delle fonti fossili, ha raggiunto una intesa con l’associazione Elettricità Futura di Confindustria ( alla quale aderisce il 70 per cento delle imprese operanti nel settore elettrico) in base alla quale è realistico ritenere che per il 2030 le energie rinnovabili avranno uno sviluppo quantificabile tra i 60 e gli 85 gigawatt in più rispetto ad oggi. Questo vuol dire che ci sarà una diminuzione dell’utilizzo del metano calcolabile tra i 15 e i 20 miliardi di metri cubi. Poiché le infrastrutture metanifere sono già sovradimensionate rispetto ai consumi interni, ciò comporterà un loro ulteriore e significativo sottoutilizzo. Pertanto, costruire nuove centrali e nuovi metanodotti è del tutto inutile ed è una operazione a perdere sotto il profilo economico. E i costi li pagheremo noi cittadini attraverso l’aumento della bolletta energetica che ha già raggiunto livelli stratorferici. A fronte di questo scenario, se i megafonini della Snam hanno informazioni e argomenti diversi li facciano conoscere. Altrimenti non parlino a vuoto.

  7. Mi scusi, signor SI HUB, ma lei per caso è un dipendente della Snam?

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